Gli esponenti cosentini di Ala si schierano con il nuovo candidato sindaco espresso dal PD dopo l’abbandono di Presta. Ma il Nuovo Centrodestra di Gentile rimane con Paolini

Dopo il pressing dei dem cosentini, Guccione – che si era mostrato restio in un primo momento a scendere in campo, professandosi, invece, a favore di un dialogo con Paolini – cede e scende in campo con il benestare di Magorno (che ha ufficializzato la candidatura con questa frase: “Il #Pd unito punta su Carlo #Guccione per il rilancio di #Cosenza.#SvoltaCosenza“), ma senza aver convinto il Nuovo Centrodestra dei fratelli Gentile che continueranno a sostenere il candidato Pse (sul quale la scelta era caduta solo una settimana fa, nonostante gli appelli del PD su Presta, un nome per gli alfaniani troppo indigesto).
D’altra parte, la ritrosia di Guccione era comprensibile: compattare la coalizione a Cosenza non è facile e le scelte strategiche del PD calabrese non fanno altro che rendere ancora più difficile questo compito. Il candidato sindaco, però, potrà godere dell’appoggio dei verdiniani: Ala, infatti, si è schierata al suo fianco. Un sostegno non da poco se si considera che a Cosenza la formazione politica è rappresentata dall’ex assessore regionale Giacomo Mancini, che è nipote e omonimo dell’ex segretario nazionale del Partito socialista. Insomma, anche a Cosenza si sta verificando quello spostamento politico (il Partito della Nazione) al quale da settimane ormai stiamo assistendo a Roma, con i continui scambi tra Renzi e Verdini che ha rimpolpato, soprattutto al Senato, una maggioranza sempre più risicata.
Dalla parte di Guccione, e vicini a Verdini, si schierano anche i protagonisti della sfiducia all’ex sindaco Mario Occhiuto: il consigliere regionale Ennio Morrone, ex Forza Italia, ed il figlio Luca, presidente del Consiglio comunale di Cosenza, anche lui, come il padre, sospeso da Fi dopo il colpo di mano che aveva fatto cadere la maggioranza cosentina.
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