Eddy Justice è il nome di una delle vittime di Omar Mateen, l’omicida che nella nottata tragica di Orlando, ha deciso di uccidere oltre cinquanta persone in un locale gay.![n-ORLANDO-SMS-large570[1]](data:image/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http://www.w3.org/2000/svg'%20viewBox='0%200%20300%20125'%3E%3C/svg%3E)
Una serata normale, fatta di balli, risate, divertimento, viene sconvolta dalla follia di un uomo che decide di privare oltre cinquanta ragazzi, della cosa più preziosa al mondo, la vita.
Sono le due di notte, quando in un night club di Orlando entra Omar Mateen, guardia giurata, americano di genitori afgani. Aveva con sé una pistola ed un fucile mitragliatore d’assalto e dopo essersi mischiato tra la folla, decide di aprire il fuoco sulle persone che stavano ballando.
Cinquanta le persone rimaste uccise e oltre cinquanta i feriti, questo il bilancio della peggior strage compiuta con armi da fuoco nella storia degli Stati Uniti.
Ancora non si sa con certezza se dietro questo gesto ci sia un atto omofobo di una persona instabile o di un atto terroristico, ma dalle prime ricostruzioni viene fuori la confessione del padre che poche ore dopo la strage, racconta di un bacio gay visto da Omar pochi mesi fa che lo avrebbe fatto infuriare.
Quello che colpisce durante le ore di panico, sono le richieste di aiuto, i post sui social e gli sms delle persone che prima di essere uccise, cercavano di salvarsi dietro al bancone, in un angolo, o come nel caso di Eddy Justice, nel bagno del locale.
Eddy si era chiuso in bagno, sperando di potersi salvare, di poter sfuggire alla decisione di un altro essere umano, che quella notte si era sentito in potere di far finire lì la sua giovane vita.
Nell’attesa tra la vita e la morte, ha comunicato via sms con la sua mamma. All’inizio la sua era una richiesta di aiuto, chiedendo disperatamente alla madre di chiamare la polizia, ma piano piano i messaggi diventano sempre più telegrafici ed Eddy ormai consapevole che sarebbe morto da lì a poco, affida al suo cellulare le ultime frasi per la sua mamma.
“Mamma ti voglio bene”, fino al raggelante, “Sto per morire”.
Questo è quello che rimane ad una madre impotente, che vive insieme al figlio il suo terrore, la sua paura e il bisogno finale di dirle per l’ultima volta quanto le volesse bene. Questa è l’ennesima storia in cui il male vince sul bene, in cui vittime innocenti perdono la vita per mano di un uomo che verrà poi ucciso lui stesso dalla polizia, l’unico modo per riuscire a fermare il suo orribile piano.
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