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Umberto Veronesi

Addio all’oncologo Umberto Veronesi, un grande dei nostri tempi

L’Italia e tutto il mondo della medicina saluta per l’ultima volta Umberto Veronesi oncologo di fama mondiale nonché fondatore dell’Istituto Europeo di Oncologia ed ex Ministro della Sanità.

Veronesi ci lascia all’età di 91 anni circondato dall’affetto dei suoi cari che lo hanno assistito nella sua casa di Milano in questi ultimi giorni in cui le sue condizioni di salute si erano aggravate.

Lascia un’eredità pesante fatta di studi che venivano visti con interesse anche dai ricercatori e studiosi americani che venivano a Milano negli anni ‘70 a sperimentare la cosiddetta terapia adiuvante per il carcinoma della mammella: a Milano il loro riferimento era un’equipe composta da Umberto Veronesi e da Pietro Buccalossi e Gianni Bonadonna.

Veronesi è infatti stato il primo a promuovere il rivoluzionario approccio della cosiddetta chirurgia conservativa per la cura dei tumori mammari: la sua tecnica della quadrantectomia garantiva livelli di sopravvivenza alle pazienti, purché abbinata alla radioterapia, uguali a quelli ottenuti con l’intervento più invasivo di asportazione della mammella, la mastectomia. Amava dire: “amo troppo le donne per vedere i seni straziati dall’amputazione”. Che amasse le donne era risaputo, tanto da concedersi qualche scappatella extraconugiale … aveva avuto sei figli dalla moglie alla quale, aveva confessato in macchina mentre guidava, di essere il padre di un settimo figlio avuto con un’altra donna.

Umberto Veronesi
Umberto Veronesi

La sua visione era laica e anche il suo operato scientifico e le varie campagne che ha condotto andavano in direzione antivaticanistica. Per lui la scienza si nutriva di dubbi , mentre la religione era un credere ciecamente in una specie di leggenda senza il diritto di criticarla o metterne in dubbio dogmi e misteri. Raccontava che i suoi pazienti laici affrontavano la lotta per sconfiggere il cancro con meno timore di morire rispetto ai credenti: a suo avviso questi ultimi più che la morte temevano il giudizio divino.

Qualcuno vedeva nei suoi studi la speranza dell’immortalità. Amava precisare che la scienza non si occupa d’immortalità ma di durata della vita in buona salute tenendo conto che oltre i 120 anni non si può andare: a tal riguardo promuoveva l’utilità della prevenzione abbinata alla psicologia del paziente e a stili di vita sani e alimentazione corretta.

Era convinto che l’Uomo, anche negli ultimi anni di vita, poteva produrre fino all’ultimo istante pensieri validi “il patrimonio d’idee che lasciamo quando il nostro corpo non ha più vita sia immortale e credo anche che fino all’ultimo istante l’essere umano può produrre pensiero”.

Lui sicuramente non aveva paura di morire perché da giovane era stato soldato ed era riuscito a sopravvivere, in barba a tutte le statistiche, allo scoppio di una mina. La sua preoccupazione non era la fine, quanto fare una brutta fine. Autocritico sosteneva di non essere una persona di successo “perché quando ero neolaureato e ho messo per la prima volta piede all’Istituto dei Tumori, contavo, avendo davanti una vita intera, di riuscire a vincere il cancro. Invece il cancro non è sconfitto.

Era favorevole all’eutanasia : sosteneva che anche se proibita dalla legge , si tratta di un atto di pietà che non dovrebbe essere negato in certe circostanze.

Fu anche ministro sotto il governo Amato e da ministro si è battuto in particolar modo per la legge antifumo: con l’approvazione della sua norma , per la prima volta in Italia è stato sancito il divieto di fumo nei luoghi pubblici.

Tra le altre campagne portate avanti ci furono la depenalizzazione e la legalizzazione delle droghe leggere con l’obiettivo di legiferare sui derivati della canapa, a scopo terapeutico.. era favorevole al matrimonio egualitario e all’adozione da parte di coppie dello stesso sesso.

Veronesi ci lascia …gli sciacalli della politica rimangono visto che anche in quest’occasione il nostro Premier non perde occasione per promuovere il suo referendum…., “Veronesi era un testimone della battaglia del Si” SI SI SI VERGOGNI PREMIER…

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