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Roselli ci mette la faccia

“Annata difficile ma raggiungeremo l’obiettivo”, così il tecnico rossoblu rassicura i tifosi di fronte alle telecamere di “Lupi Si Nasce”.

Mister Roselli con la redazione di "Lupi si nasce"
Mister Roselli con la redazione di “Lupi si nasce”

IL LATO UMANO  Allenatore di calcio navigato ma non solo, uomo in tutte le sue sfaccettature. 60 intensi minuti di trasmissione per prendersi i vaffa e gli attestati d’affetto della parte più calda della tifoseria. I fuori onda in cui sviscera a cuore aperto gli aspetti più intimi della sua vita privata; la nostalgia della famiglia, la moglie, la figlia che soffre leggendo le offese sui social, gli adorati cani di cui sente la mancanza e la nostalgia di casa, la bella casa di Genova che a volte sembra troppo distante. In un banale martedì sera senza partite di Champions e con l’attenzione rivolta alla maratona notturna delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, la Cosenza pallonara ha deciso di seguire “Lupi si nasce” per gustarsi Giorgio Roselli a tutto tondo.

LE CRITICHE Centinaia di messaggi, alcuni molto duri, altri di incoraggiamento. Il mister legge e ascolta tutto con estrema attenzione: “Non gradisco e soprattutto non capisco quei Roselli vattene detti con astio e cattiveria, comprendo e mi confronto con i Roselli vattene argomentati con valide motivazioni tecniche“. A poco più di due anni di permanenza in una città che sente sempre più sua è diventato un lupo a tutti gli effetti: “Mi hanno sempre affascinato i lupi, leggo spesso dei libri per capire meglio le caratteristiche di questi meravigliosi esemplari. La filosofia di vita che li accomuna è un qualcosa di unico“. Si rabbuia nel vedere la rabbia dei tifosi nelle interviste post partita: “Ci sta la delusione di un momento no, dopo tre sconfitte consecutive è normale che l’ambiente possa scaldarsi. Mi rassicura sapere che nonostante tutto non passa mattina che al bar qualcuno non voglia offrirmi un caffè e chiacchierare amabilmente di calcio“.

LA SQUADRA MI SEGUE Netta la sua posizione riguardo una presunta spaccatura nello spogliatoio: “Roselli può fallire dal punto di vista tattico, può perdere le partite ma avrà sempre in mano la squadra. In tanti anni di carriera, da calciatore, poi da capitano e ora da allenatore non mi è mai sfuggito il controllo del gruppo. I giocatori mi seguono“. Lo attende un duro lavoro psicologico nella settimana che precede la difficile partita di Lecce: “Ho visto molta delusione negli occhi dei miei ragazzi dopo la sconfitta con la Casertana, abbiamo dominato per ampi tratti e poi ci siamo ritrovati con un pugno di mosche in mano. Devo lavorare molto sulla testa dei calciatori, i più umorali come capitan Caccetta ancora oggi alla ripresa degli allenamenti risentivano della batosta“.

Roselli e Meluso in una foto della scorsa stagione
Roselli e Meluso in una foto della scorsa stagione

LA PARTENZA IN RITARDO Alla terza stagione sulla panchina rossoblu si lascia andare ad un primo resoconto: “Siamo andati in crescendo, anno dopo anno, ma quella in corsa è l’annata più difficile, dobbiamo confermarci e se possibile migliorarci, è dura ma sono sicuro che raggiungeremo l’obiettivo“. A questo punto il ricordo della situazione paradossale che ha pregiudicato il lavoro di costruzione del Cosenza 3.0 targato Roselli: “Siamo partiti in ritardo e sappiamo tutti benissimo il perchè. Abbiamo dovuto cambiare strategia in corso d’opera, il lavoro fatto prima si è azzerato. Molti giocatori avevano già degli accordi ed è stato veramente complicato operare sul mercato“. Il perchè ha un nome e cognome, Mauro Meluso, attuale DS del Lecce, che proprio domenica si troverà di fronte per la prima volta il suo recente passato. Innegabile che il teatrino inscenato quest’estate abbia condizionato e non poco le ambizioni rossoblu.

CATENACCIARO? Rigetta a mani basse l’etichetta di difensivista: “Il mio passato parla da sè, alla guida della Cremonese collezionai per due anni di fila record di punti e record di gol. Penso che un buon allenatore debba adattare il gioco alle caratteristiche del materiale umano che ha a disposizione. Il Cosenza attuale gioca con le peculiarità che meglio gli si addicono“.

Si è già messo al lavoro per preparare il prossimo impegno al “Via del Mare“, prima di andare via confessa le sue abitudini: “Ogni sera dopo cena studio i calci piazzati degli avversari, riesco a dormire sereno solo la notte che precede il match, quando ormai deve parlare solo il campo“. Questo è Giorgio Roselli, c’è chi lo ama, c’è chi lo odia, ma possiamo assicurarvi che umanamente è incontestabile.

Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si Nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.

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