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Internet e banda larga, nel 2015 rivoluzione in Calabria

Il piano di investimenti del Governo prevede che il servizio arrivi nel 2015 in ben 223 comuni calabresi che saranno finalmente ammodernati sotto il piano tecnologico

L’alfabetizzazione digitale del Sud Italia è un problema che va risolto in fretta così come la possibilità di accesso alla rete dei Comuni. Ecco perché c’è un piano preciso del Governo che entro i prossimi due anni darà impulso al settore nelle regioni meridionali, in particolare nella nostra Calabria.

Internet e banda larga, nel 2015 rivoluzione in Calabria
Internet e banda larga, nel 2015 rivoluzione in Calabria

Lo ha anticipato all’Agenzia Adnkronos la dottoressa Rossella Lehnus, responsabile della Pianificazione strategica di Infratel (società in-house del ministero dello Sviluppo Economico che deve attuare il Piano nazionale Banda Larga e il Progetto Strategico Banda Ultra Larga in Italia): “Dal 2015 circa 800 città italiane avranno acceso alla rete e il numero di Comuni connessi salirà a 1.140 entro il 2016”. In particolare nelle ottocento città previste guida la Calabria con 223 Comuni connessi entro il 2015, seguita dalla Puglia (con 148), dalla Campania (con 119) e dalla Basilicata (64).

Ma come funziona l’intervento di modernizzazione? “Tutti gli uffici, dalle scuole agli ospedali, dalle sedi periferiche della Difesa alle sedi della Pubblica Amministrazione dislocate sul territorio saranno collegati ad una velocità di 100 mega, quindi con la banda ultralarga. Quindi nel 2015 saranno Centro e Nord a dover rincorrere un Sud più avanzato sulle reti a banda ultralarga”. E come spiega Salvatore Lombardo, amministratore delegato di Infratel, “il Governo ha un piano sulla banda ultralarga, con finanziamenti nell’ordine dei 12 miliardi, per rispondere all’obbligo europeo che chiede la copertura del 100% del territorio con reti a banda larga ultraveloce entro il 2020. La velocità minima richiesta sarà di 30 megabit. Mentre il 50% della popolazione dovrà essere raggiunta da una rete a 100 megabit”.

Una rivoluzione nemmeno troppo silenziosa per estendere la banda larga a tutto il territorio nazionale ma anche per allinearsi al resto d’Europa, visto che in Italia il servizio per ora copre solo il 20% del territorio a fronte di una media europea pari al 65%.

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