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Sanità calabrese, assistenza neonatale in crisi

Questo l’allarme lanciato dai neonatologi calabresi che denunciano le molte problematiche che interessano l’assistenza nelle diverse strutture sanitarie del territorio.

In un documento firmato dai responsabili delle Unità di Neonatologia della nostra regione: Gianfranco Scarpelli per la provincia di Cosenza, Pasquale Novellino per Catanzaro e Antonino Rossi per Reggio Calabria, viene sottolineato come: “Già nei mesi scorsi era stato richiesto un urgente incontro alla Struttura Commissariale ed al Dipartimento Tutela della Salute senza alcun riscontro; come al solito la criticità sollevata è stata sottovalutata a tutti i livelli, aziendali e regionali, e i problemi si sono accentuati e divenuti ormai inderogabili.

Assistenza neonatale
Assistenza neonatale

La grave carenza di personale medico e del comparto, nonché il nuovo assetto dell’assistenza neonatologica in Calabria, che ha visto la chiusura nell’estate del 2013 della Tin di Crotone (persi 4 posti di Tin), la contrazione, per la ristrutturazione del Reparto, della disponibilità di posti letto nella TIN di Reggio Calabria e la forte riduzione dell’attività assistenziale della Tin di Lamezia Terme, ha reso impossibile la reale attivazione di tutti i posti letto previsti dal piano operativo regionale. Tale condizione ha reso in più occasioni impossibile assistere neonati critici nelle Tin calabresi e ha costretto al trasferimento in urgenza di questi piccoli pazienti anche fuori regione”.

Inoltre nel documento si evidenzia come: “Tali trasferimenti in urgenza costituiscono un grave rischio. E’ ben noto a tutti da decenni che il trasporto ideale del neonato è quello in utero. Non sono inoltre da sottovalutare le gravi ripercussioni di simili eventi sul rapporto con la madre e i notevoli problemi di tipo sociale e sanitario ad essi legati. Basti pensare a un papà che ha la moglie ricoverata in una Ostetricia calabrese e un figlio, magari in gravi condizioni, a Messina o a Catania, come è già accaduto negli ultimi mesi”.

Pertanto la richiesta dei medici neonatologi calabresi è quella di “affrontare la grave problematica segnalata e lanciano un appello a tutte le forze politiche e sociali che devono, senza indugio, prendere atto della situazione ormai divenuta esplosiva e ad alto rischio, ai fini di una rapida risoluzione – sottolineando che – rispetto ai 31 posti Letto di terapia intensiva neonatale previsti nella nostra regione sulla base del numero dei nati per anno, sono attualmente attivi solo 16 Posti letto di cui 8 a Cosenza, 4 a Catanzaro e 4 a Reggio Calabria. Certamente questa carenza di Posti Letto non è più sostenibile in quanto sta creando grave disservizi non potendosi garantire l’assistenza ai tanti neonati che finora hanno trovato nelle strutture calabresi risposte di eccellenza ai propri bisogni. In Calabria persiste, esacerbata dal blocco del turnover, una carenza intollerabile di personale medico, infermieristico e socio sanitario (OSS) nei reparti di neonatologia, tale da non permettere neanche l’attivazione del Servizio Trasporto Neonatale in Emergenza, nonostante in alcune Aziende Sanitarie siano già state acquistate Ambulanze dedicate”.

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