Le persone arrestate nell’operazione “Family Business”, sono ritenute responsabili di tentata estorsione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e lesioni personali gravi
Tre persone finisco in manette perché ritenute responsabili, in concorso a vario titolo, per tentata estorsione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e lesioni personali gravi.

Ad arrestare i tre, Mario Ariello, di 45 anni , i figli Pilerio Ariello, di 23 anni, e il minore sono stati i carabinieri del comando provinciale di Cosenza, dopo un’attenta indagine di verifica.
L’operazione, denominata “Family Business”, è iniziata ad aprile, a seguito della denuncia di un giovane che, aggredito da un gruppo di persone, avevano riportato la frattura del femore. Il giovane, prima di essere aggredito, era stato minacciato dalle tre persone arrestate, che chiedevano il ricavato di una attività di spaccio da loro gestita nel centro storico di Cosenza.
Quel debito però il ragazzo l’aveva saldato, ma ad uno dei componenti della famiglia all’insaputa degli altri. Da quella denuncia, dunque, l’avvio dell’indagine e l’arresto di tre persone, che, ormai da tempo, incutevano paura bella cittadina bruzia.
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