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A Cosenza presentazione del libro sui centri fortificati indigeni della Calabria

Il Museo dei Brettii e degli Enotri offre un’occasione di confronto sulle antiche popolazioni calabresi. La ricerca scientifica si è infatti molto soffermata nell’ultimo trentennio sul popolamento indigeno della Calabria di età protostorica e storica, offrendo nuovi dati di conoscenza sulle antiche popolazioni calabresi, che devono essere alla base di una nuova valorizzazione culturale del territorio regionale.

Centri fortificati indigeni della Calabria

Quale luogo migliore del Museo dei Brettii e degli Enotri – che ha fatto della conoscenza delle due componenti indigene (gli Enotri e i Brettii) del territorio il suo punto di forza – per approfondire questa interessante tematica. Lo fa venerdì 15 febbraio, alle ore 17.30, attraverso la presentazione del volume, promossa da Museion, “Centri fortificati indigeni della Calabria dalla protostoria all’età ellenistica” a cura di Luigi Cicale e Marco Pacciarelli, che indaga, alla luce delle novità emerse dalla ricerca archeologica, l’evoluzione del ruolo svolto dai centri fortificati indigeni della Calabria tirrenica tra II e I millennio a.C.

A tal fine sono stati scelti tre importanti insediamenti come casi rappresentativi di diversi periodi e situazioni storiche: Punta Zambrone per l’età del bronzo, Torre Galli per la prima età del ferro e l’età arcaica, Pian della Tirena per il periodo tra l’età ellenistica e la romanizzazione, e da qui ampliare lo sguardo alle ricerche effettuate o in corso in altri siti calabresi. Presenti i curatori, interverranno Donatella Barca e Maurizio Paoletti (UniCal), a Mario Pagano (Soprintendenza ABAP province di Catanzaro, Cosenza e Crotone), a Fabrizio Sudano (Soprintendenza ABAP città metropolitana di Reggio Calabria e provincia di Vibo Valentia). I lavori saranno introdotti da Stefania Mancuso (UniCal).

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