A partire dal prossimo tre luglio i Paesi facenti parte dell’Unione Europea non potranno più mettere in commercio oggetti e involucri di plastica monouso.
Questo è quanto stabilito dalla direttiva 904 adottata nel 2019 e nota come “Direttiva SUP – Single-Use Plastic Products “.

La direttiva nasce con lo scopo di prevenire e ridurre la presenza di prodotti in plastica per tutelare l’ambiente, in particolare quello marino, e la salute umana.
Da sabato tre luglio si dovrà dire addio a piatti, posate, cannucce, cotton fioc, bastoncini per palloncini, contenitori in polistirolo per alimenti e bevande.
La loro vendita sarà permessa fino ad esaurimento scorte, finite queste saranno ufficialmente vietati.
I prodotti monouso in plastica sono tra i prodotti più utilizzati nella quotidianità. In Europa questi rappresentano il 40% della produzione e il 61% di tutti i rifiuti di plastica.
In merito al provvedimento si è espresso il vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo Frans Timmermans che ha dichiarato: “Ridurre l’uso della plastica monouso aiuta a proteggere la salute delle persone e del pianeta. Le regole dell’Unione europea sono un traguardo fondamentale nell’affrontare i rifiuti marini. Stimolano anche modelli di business sostenibili e ci avvicinano ad un’economia circolare dove il riutilizzo precede l’uso singolo.
Questo è l’obiettivo del Green Deal europeo: “proteggere e ripristinare il nostro ambiente naturale, incoraggiando al contempo le imprese ad innovare”.
Non tutti, però, sono favorevoli alla messa in pratica della direttiva europea. In Italia circolano tantissime voci fuori dal coro.
Nel nostro Paese, infatti, con la legge di delegazione 53 approvata dal Governo, è stata per esempio introdotta l’esenzione riservata agli articoli monouso in plastica compostabile quando non ci sono alternative al loro utilizzo per i prodotti destinati a entrare in contatto con alimenti. Piatti, posate, cannucce e contenitori per il cibo sono quindi ancora permessi.

La decisione è stata criticata da molti e considerata dannosa per il settore della produzione dove si perderanno tantissimi posti di lavoro.
Anche il Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha espresso non pochi dubbi in merito alla questione: “L’Europa ha dato una definizione di plastica stranissima, solo quella riciclabile, tutte le altre anche se sono biodegradabili o additive, non vanno bene” eppure “l‘Ue sta finanziando grandi progetti europei per sviluppare plastiche biodegradabili”. In attesa della risposta degli altri membri dell’UE, in Italia, che sicuramente non spicca nella pratica per la tutela dell’ambiente, regna sovrano il caos.
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