Il senso critico come cuore della formazione: la Fase d’Istituto dei Campionati di Filosofia del Liceo Classico Statale “Gioacchino da Fiore” di Rende ha confermato, ancora una volta, che la scuola è il luogo in cui il pensiero si allena, cresce e si affina
Di Ada Giorno
In data 3 febbraio 2026, presso il Liceo Classico Statale “Gioacchino da Fiore” di Rende, si sono svolti i Campionati d’Istituto di Filosofia. Gli studenti, coordinati dalla docente referente e responsabile di Cittadinanza Attiva, prof.ssa Ada Giorno, si sono cimentati in prove di grande interesse, dimostrando competenza, profondità argomentativa e attitudini critiche di alto spessore culturale ed etico.
La prova ha offerto ai partecipanti l’occasione di confrontarsi con temi centrali della riflessione filosofica. In ambito politico, molti studenti hanno scelto di approfondire il rapporto tra giustizia, equità e democrazia, riflettendo sul ruolo delle istituzioni e sulla necessità di una partecipazione attiva e consapevole dei cittadini. A partire dal pensiero di John Rawls, hanno messo in luce come una democrazia autentica richieda non solo procedure formali, ma anche condizioni materiali che garantiscano pari opportunità e impediscano che il potere economico si trasformi in potere politico.
È emersa così una visione della democrazia come bene fragile, che va custodito, vigilato e continuamente rinnovato attraverso il pensiero critico.
Altri studenti hanno affrontato la percezione del tempo in Bergson e la ragione come virtù in Seneca, mostrando una notevole capacità di analisi e di collegamento tra testi classici e questioni contemporanee. Particolarmente significativa è stata la riflessione sull’uguaglianza di genere, sviluppata a partire dal passo del Libro V della Repubblica di Platone, in cui il filosofo afferma che non esiste alcuna funzione politica che appartenga all’uomo in quanto uomo o alla donna in quanto donna, poiché le doti naturali sono distribuite in modo simile in entrambi.
Questo riferimento ha permesso agli studenti di interrogarsi sul rapporto tra natura e pregiudizio, mostrando come la filosofia sia stata capace, già nell’antichità, di superare barriere culturali che la storia ha impiegato secoli a scalfire. Le loro analisi hanno messo in luce la capacità di cogliere il nucleo razionale del pensiero platonico: ciò che distingue davvero gli esseri umani non è il genere, ma la facoltà di pensare, di argomentare, di cercare il bene.
L’intera prova si è così trasformata in un esercizio autentico di senso critico, inteso non solo come abilità intellettuale, ma come forma di responsabilità civile. Gli studenti hanno mostrato di saper leggere i testi, interpretarli, collegarli al presente e usarli come strumenti per comprendere la realtà e smascherare stereotipi e ingiustizie.
La Fase d’Istituto dei Campionati di Filosofia ha confermato, ancora una volta, che la scuola è il luogo in cui il pensiero si allena, cresce e si affina. E che i nostri giovani, quando vengono messi nelle condizioni di farlo, sanno restituire riflessioni mature, consapevoli e profondamente umane.

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