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Carlo Rinaldo

Amministrative, Carlo Rinaldo: a Rende il “Festival del cambio casacca”

“Ballerine e giocolieri sotto questo cielo…”. Per noi analisti politico-amministrativi le campagne elettorali rappresentano da sempre un concentrato di manifestazioni legate a questa materia. Ma quelle rendesi del 2025 rappresentano un ancora maggiore condensato di fenomenologie politologiche oltremodo stimolante per affrontare quotidianamente tematiche dal respiro nazionale.

Per cui oggi tratterò il “trasformismo” visto che a Rende in questi giorni si è assistito, per rimanere in termini di “spettacolo e varietà”, ad un vero e proprio “Festival del cambio casacca”, del passaggio alla corte del, fino all’altro ieri, più acerrimo nemico politico. Di personaggi che per una o più legislature hanno fatto “fuoco e fiamme” nelle parole e nei fatti contro chi oggi sono passati a sostenere a spada tratta. Basta consultare i social e trovare fiumi di documenti e video, anche veri e propri programmi elettorali studiati per giorni e notti per contrastare chi oggi viene invece da costoro osannato quale “salvatore della Patria”.

Carlo Rinaldo

Chissà se si capisca fino in fondo cosa vogliano dire “Patria” e “salvatore della Patria”? Ma se la Patria deve essere salvata vuol dire che è messa male e allora la possono salvare coloro che ci sono da sempre? E addirittura si assiste a casi di esasperazione di questa becera “pratica all’italiana” del trasformismo per cui ci sono soggetti che in Regione o in Provincia sono con una coalizione, magari nella maggioranza che amministra, mentre localmente ballano saltellando verso altri raggruppamenti. Studiato scientificamente, il fenomeno viene spiegato come azione per garantire ai singoli la sopravvivenza politica.

E ci si affeziona “momentaneamente” a chi si ritiene possa vincere, stando sempre dalla parte del più forte avendo come unico punto di riferimento la possibilità di gestire sempre e comunque. Altro che ideologia, coerenza, bene comune! Per cui, detta ancora più semplicemente, si assiste a questa “transumanza” affinché nel Municipio, nella Casa dei cittadini, ci possano transitare sempre e soltanto gli stessi. E le casse comunali accumulano debiti da più lustri.

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