La consigliera regionale Flora Sculco nella giornata dedicata all’eliminazione della violenza contro le donne invita la Regione Calabria a sbloccare i finanziamenti per i centri anti violenza

“Dinanzi alle violenze che non cessano – dice Sculco – occorre che anzitutto le istituzioni si assumano le proprie responsabilità. Concordo con quanti sostengono che dinanzi alle violenze contro le donne è necessario un approccio multidisciplinare e che, per cambiare le cose, sia indispensabile garantire la certezza della pena e, nel contempo, attuare una profonda trasformazione culturale”.
Perché tutto non rimanga solo sulla carta occorrono impegni concreti: “A mio avviso è indispensabile che la Regione sostenga e potenzi i centri antiviolenza e le case di accoglienza per donne in difficoltà. Si farebbe soltanto propaganda se, da un lato, si esprimesse solidarietà alle donne, ogni qual volta si è di fronte a casi eclatanti e, dall’altro, si negassero le risorse indispensabili per dare gambe e braccia alla legge regionale 21 agosto 2007 n. 20 recante ‘Disposizioni per la promozione ed il sostegno dei centri di antiviolenza e delle case di accoglienza per donne in difficoltà’. Una legge ha senso se, una volta approvata, diventa operativamente utile per i soggetti che ne sono i destinatari e per la società in cui vivono”.
Ecco perché, come da lei stessa richiesto con un emendamento, la Regione deve assicurare la copertura finanziaria per la legge sui centri antiviolenza. “Si tratta di centri – conclude Sculco – che non offrono soltanto servizi preventivi, ma un sostegno fondamentale per garantire la dignità della donna e la sua libertà. Per ridare fiducia e voglia di vivere a donne colpite dalla violenza, occorre assicurare loro accoglienza e ascolto, consulenza psicologica, perché ogni situazione esige un intervento specializzato che consenta loro di elaborare l’accaduto, attribuendogli un significato che non determini stati patologici, mediazione familiare, affinché le donne possano affrontare i conflitti esplosi all’interno delle famiglie, e consulenza legale”.
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