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Attentati in Francia: Je suis Paris è anche un po’ Je suis Business

Da quando sono andate in onda quelle drammatiche immagini che tutto il mondo ha visto, Parigi colpita nel suo cuore è diventata la capitale ideale di quella parte del mondo civile messo in ginocchio dalla semplicità con cui pochi individui  hanno seminato il terrore facendo scorrere il sangue di circa duecento persone

attentati-francia-facebookDopo Je’suis Charlie ecco spuntare Je’suis Paris… Ma la mia domanda è perché non c’è mai stato Je’suis Somalia, Je’sui Baga, Je’suis Birmania e proseguire con altre cento popolazioni circa attualmente in guerra nel mondo?
Forse il sangue francese è più pregiato di quello di un cittadino somalo. Non stiamo parlando di champagne o indumenti …si parla di vite umane…donne, bambini, uomini, anziani che ogni giorno muoiono silenziosamente senza potersi permettere il lusso di farlo durante una partita di calcio o mentre stanno assistendo a un concerto heavy-metal.  Il Bataclan di un bimbo africano è probabilmente una pozza d’acqua insalubre a cui ci si sta abbeverando per non morire disidratato e probabilmente ferito  da una mina o da un proiettile che in quel momento si trovava lì e non per puro caso.

Perché far campeggiare la bandiera della Francia sui nostri profili Facebook?
Che cosa rappresenta per noi quella bandiera? Egalitè, fraternitè o cos’altro?
La Francia è sempre quel paese con cui abbiamo rapporti che in alcuni momenti  hanno sfiorato l’odio reciproco come due vicini di casa che si fanno i dispetti .
Un odio che è nato ai tempi dei Galli, passando dalle invasioni napoleoniche e sfociando attualmente in una divergenza totale di vedute su molte tematiche. Un odio costruttivo che cerca di farci eccellere in molti campi (moda e enogastronomia su tutti) ma rivela il peggio di un popolo che respinge i Tunisini alla frontiera di Ventimiglia.. e poi vai a vedere e la Tunisia altro non era che una colonia francese.

Molti sono gli episodi in cui Italiani e Francesi si sono trovati di fronte senza riuscirsi a guardare in faccia: avete dimenticato che mentre noi combattevamo in Libia la gran parte degli armamenti libici provenivano dalla Francia? O avete dimenticato le barricate che il governo francese fece quando Agnelli stava acquisendo quote della Citroen? O parlando di cose più frivole gli insulti che ci scambiammo in occasione del mondiale vinto  a loro discapito con una finale che venne ricordata per il colpo di testa di Zidane a Marco Materazzi emblema della provocazione.
O dimenticate che in Europa l’asse Francia-Germania rende la nostra presenza geopolitica quasi secondaria?
Ad Agosto l’Ansa ha pubblicato un dato dei dieci mesi precedenti  sui morti siriani durante i raid aerei : secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani hanno perso la vita circa 5500 persone e 30000 sarebbero i feriti tra i civili. Potete tutti quanti immaginare da quale nazione provenivano la gran parte di quegli aerei che hanno sorvolato la Syria.

Questo massacro è avvenuto in silenzio senza che qualcuno di quelli che oggi fieri vanno cantando la marsigliese o sventolano quel tricolore ,che non ci appartiene per tanti motivi, muovesse un dito o gridasse con forza per impedirlo.

Nel frattempo sui social impazza la Francia-mania … uso una frase che circola in questi giorni su Facebook e che a mio avviso racchiude il senso di quanto sta accadendo  : “ E’ entusiasmante leggere gente esperta in teologia, geopolitica, intelligence antiterrorismo, che fino a venerdì copiava e incollava quel coso sulla privacy”
Prima di congedarmi vorrei farvi riflettere su due strani fenomeni:  provate a contare i gruppi che sono nati in questi giorni su Facebook con il nome Valeria Solesin: queste pagine stanno facendo  incetta di “Like” e fra qualche tempo verranno rivendute per scopi pubblicitari … e poi riflettete anche sul fatto che mettere la bandiera francese sullo sfondo significa utilizzare un’applicazione creata ad hoc…e anche qui profitti.
In fondo Je’suis Paris è anche un po’ un Je’suis Business….

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