Oggi, 19 novembre, Save the Children, presenta il 6° Atlante dell’Infanzia “Bambini senza origini e coordinate delle povertà minorili”. Drammatici i dati emersi sulla Calabria, ultima regione italiana, in fatto di tutela e salvaguardia infantile
Save the Children – Organizzazione internazionale indipendente, che dal 1919 si impegna nella difesa dei diritti dei bambini e nella loro salvaguardia – ha stilato il 6° Atlante dell’Infanzia “Bambini senza origini e coordinate delle povertà minorili”.

La data scelta per la presentazione dell’Atlante – che si terrà oggi, 19 novembre, a Roma – non è affatto casuale. Domani infatti, si darà il via alla Giornata Mondiale dell’Infanzia.
L’atlante verrà illustrato di fronte all’autorevole presenza del Presidente del Senato Pietro Grasso, nell’ambito della campagna “Illuminiamo il Futuro”. Si tratta di un importante progetto, avviato da Save The Children e pensato come strumento per debellare la povertà educativa in Italia, obiettivo che l’organizzazione si auspica di raggiungere entro il 2030.
L’Atlante è stato pensato con l’intento di portare all’attenzione, le condizioni di centinaia di migliaia di minori italiani, abbandonati ad una situazione di totale instabilità e mancanza di sicurezza. Si tratta di giovani senza speranza né futuro, privati della possibilità di condurre una vita dignitosa, poiché immersi in un clima di povertà, opprimente e difficile da arginare. Sogni e speranze non riescono più ad attecchire, in una terra tanto arida ed egoista, casa di giovani per i quali la vita è tutta in salita. Ragazzi che non riescono ad avere delle prospettive e che non potranno mai sviluppare i propri talenti, a causa dell’illegalità di cui sono vittime dirette ed indirette, dal Sud al Nord d’Italia.
L’Atlante – a cura di Giulio Cederna – si fa carico di questa indegna realtà, attraverso 200 pagine di analisi e dati geolocalizzati in 62 originali mappe, corredate dalle foto di Riccardo Venturi.
I dati emersi dall’indagine condotta da Save the Children, in relazione alla povertà minorile, sono decisamente preoccupanti per la Calabria, risultata essere la regione italiana che spende meno per i servizi sociali. Pochissime sono infatti le risorse che la regione, si impegna ogni anno, a destinare a famiglie e minori: solo 20 euro procapite, sui 113 di media in Italia. Sempre in terra calabra, si registra il tasso più basso di bambini sotto i 3 anni, presi in carico dai servizi socio educativi – 2,1% contro il 13% in Italia.
Ignobile il primato attribuibile alla regione: la Calabria risulta avere uno dei numeri più elevati di minori vittime di mafia, nonché la percentuale maggiore di giovani che risiedono in comuni sciolti per infiltrazioni mafiose – 64% a Reggio Calabria su una media nazionale per provincia del 5,4%.
Altissimo il prezzo pagato da migliaia di minori all’illegalità e alla corruzione che pervade i territori in cui vivono. Almeno 85 sono infatti, i bambini e gli adolescenti innocenti, uccisi dalle mafie dal 1896 ad oggi. Secondo una mappa realizzata in base ai dati forniti dall’associazione Libera, 19 sarebbero le vittime in Calabria, di cui 13 solo a Reggio, e molti di più coloro che hanno assistito all’uccisione di familiari, ritrovatisi orfani o adescati e arruolati giovanissimi nelle file della criminalità organizzata. In italia, sono 546.000 gli under 18 – il 5,4% della popolazione 0-17 anni, con picchi del 64 % a Reggio Calabria, 27 % a Catanzaro, 25,3% a Vibo Valentia e 10,8% a Cosenza – nati e cresciuti in uno dei 153 comuni sciolti per mafia negli ultimi 17 anni, soprattutto al Sud ma anche al Centro e al Nord Italia.
Il 33,5% dei genitori del Sud considera molto o abbastanza presente il rischio di criminalità nella zona in cui abitano, a fronte del 34,9% nel Centro, del 22,1% nelle Isole, del 32,7% nel Nord Ovest e del 28,3% al Nord Est.
Criminalità e povertà dilaganti, rubano l’infanzia a migliaia di bambini, che mai potranno godere della spensieratezza di quelli che dovrebbero essere gli anni più belli. Ad essere negati sono addirittura i bisogni base per la normalità di un bambino, tra cui, primo tra tutti, il diritto all’istruzione. I dati mostrano infatti che, 1 bambino su 20 non può contare su due paia di scarpe l’anno- di cui almeno uno utilizzabile in ogni stagione – e 1 su 12 non riceve un pasto proteico al giorno.
Le indagini rivelano inoltre che, 1 bambino su 8 non può permettersi abiti nuovi, vive in famiglie che non hanno la possibilità di invitare a casa i suoi amici o festeggiare il suo compleanno e non può partecipare a gite scolastiche, mentre 1 su 6 non può permettersi di acquistare altri libri oltre a quelli scolastici. Quasi 1 su 4 non ha la possibilità di frequentare corsi extrascolastici e quasi 1 su 2 di trascorrere almeno una settimana di vacanza all’anno lontano da casa.
In Calabria solo 2 bambini su 10 – 21,8% sulla media nazionale di 31,6 % – che frequentano la scuola primaria, hanno il tempo pieno a scuola e nel 34% degli istituti scolastici principali non c’è il servizio mensa . La Calabria ha il tasso più basso di bambini sotto i 3 anni presi in carico dai servizi socio educativi per la prima infanzia, 2,1%, sei volte di meno della media nazionale (13%).
La regione registra anche un alto deficit di competenze. La deprivazione di possibilità, stimoli e opportunità, si riflette anche nelle scarse performance scolastiche: in Calabria quasi 1 alunno di quindici anni su 2 non raggiunge il livello minimo di competenze in matematica – 45,8% su 24,7% della media nazionale – e oltre 1 su 3 in lettura -37,4% su 19,5% in Italia. Sono poi oltre 500.000 i giovani – tra i 15 e i 29 anni – che, dal 2002 al 2013, hanno deciso di trasferirsi al Nord per trovare lavoro e condizioni di vita migliori, e ben 70.597 sono quelli che hanno abbandonato la Calabria. Notevole il numero di laureati.
Sulla preoccupante situazione educativa e scolastica, si è espresso Valerio Neri, Direttore Generale Save The Children Italia. “Le carenze dell’offerta educativa emerse dall’Atlante – ha affermato il direttore – mostrano come il nostro paese abbia creduto in questi anni troppo poco al ruolo strategico della formazione ma è dallo sviluppo del capitale umano che bisogna partire per dare un futuro a milioni di bambini e strapparli alla violenza e arroganza criminale”.
Concorde con le parole di Neri, è Raffaella Milano, Direttore Programmi Italia-Europa Save The Children Italia. “Con la legge di stabilità per la prima volta, seppure con un budget ancora non adeguato, il tema della povertà minorile entra nell’agenda di governo – ha aggiunto la Milano – ed è di particolare rilievo la costituzione di un fondo ad hoc sulla povertà educativa”.
“Speriamo che si garantisca, alla prova dei fatti, un vero rigore nell’attuazione di queste misure, con adeguati strumenti di monitoraggio e valutazione di impatto – ha sottolineato la direttrice – Occorre mobilitare su obiettivi comuni il grande patrimonio educativo che comunque fortunatamente c’è nel nostro paese. Allo stesso tempo, occorre dare spazio e fiducia ai bambini, ai ragazzi e alle ragazze, affinché possano essere non i fruitori, ma i protagonisti di questo impegno”.
A lacerare l’infanzia di migliaia di bambini, interviene poi il clima di violenza che segna il loro rapporto con la città e il quartiere, la relazione con i coetanei e la vita in casa. Sempre più diffusi sono la piaga del bullismo e della discriminazione. L’Atlante, ha stimato in circa 400 mila, i minori vittime di violenza assistita dentro le pareti domestiche. Da non dimenticare, è la situazione dei minori stranieri. Arrivati in Italia da soli, in condizioni spesso drammatiche, rischiano di cadere in circuiti criminali di sfruttamento, soprattutto se non si attiva una adeguata rete di protezione.
Sul devastante impatto che l’illegalità esercita sulle vite di migliaia di bambini in Italia, si è espresso di nuovo Valerio Neri. “Le mafie e i fenomeni corruttivi esercitano una violenza diretta e indiretta sui minori – ha spiegato Neri – Possono causarne la morte ma anche bloccare il loro sano sviluppo coinvolgendoli precocemente in attività criminose e allontanandoli da scuola”.
“Distorcono le economie e il mercato del lavoro – ha continuato il Presidente – rendendoli accessibili solo a chi accetta le logiche dell’illegalità. Sperperano i soldi pubblici anziché impiegarli in servizi sociali, spazi pubblici e scuole”.
Sulla tematica ha esposto il proprio pensiero anche Raffaella Milano. “Illegalità e povertà educativa si alimentano a vicenda”, ha sottolineato la Milano.
“Vivere in un ambiente deprivato dal punto di vista sociale ed educativo per un bambino significa non avere l’opportunità di scoprire le proprie capacità e i propri talenti e non poter costruire liberamente il proprio futuro- ha spiegato il Direttore – E’ questo che intendiamo quando parliamo di povertà educativa, una piaga drammatica nel nostro paese.”
Per questo, nell’ambito della campagna “Illuminiamo il Futuro”, Save the Children ha aperto in 8 regioni 13 Punti Luce. Altri 3 saranno inaugurati il 20 novembre a Milano-Quarto Oggiaro, in collaborazione con Acli Lombardia; a Napoli-Chiaiano, in collaborazione con l’ A.P.S. Coordinamento Genitori Democratici Napoli e a Sassari-Latte Dolce, in collaborazione con l’UISP, Comitato Provinciale di Sassari.
Si tratta di centri socio-educativi in aree urbane svantaggiate che, con l’aiuto di associazioni partner, danno la possibilità a bambini e adolescenti di sviluppare il loro potenziale, grazie ad attività ricreative, sportive, espressive e di sostegno allo studio. Sono più di 4.500 i minorenni che li frequentano o vi sono entrati in contatto in un solo anno, dall’avvio delle attività, di cui 850 in Calabria, a Marina di Gioiosa Ionica e a Scalea. “I Punti Luce così come altri coraggiosi progetti a cui diamo voce nell’Atlante – ha spiegato Valerio Neri – dimostrano che c’è un’alternativa alla povertà e all’illegalità e che un cambiamento è possibile”.
“È cruciale pertanto che il governo confermi il suo impegno in questa direzione approvando le misure di contrasto alla povertà minorile per la prima volta inserite nella legge di stabilità, che introduce anche, in via sperimentale, un fondo triennale finalizzato espressamente a contrastare la povertà educativa”- ha concluso il Presidente.
I bambini meridionali, sono anzitutto bambini senza stato. Minimo è infatti l’intervento delle istituzioni per la tutela dei diritti dell’infanzia. Esigue sono le risorse messe a disposizione dei minori, quasi briciole, che nulla possono contro la dilagante povertà minorile. Secondo quanto stabilito dall’infografica contenuta nell’Atlante, l’incidenza della povertà assoluta nelle famiglie con almeno un minore è triplicata tra il 2005 e il 2014, passando dal 2,8% all’8,5%, per un totale di oltre 1 milione di bambini colpiti, di cui 410.000 solo nel Mezzogiorno.
E’ proprio il Sud infatti, a registrare il più alto tasso di povertà assoluta – 9,3% di famiglie colpite contro l’8,3% al Nord. La Calabria ha la percentuale maggiore in Italia di minori in condizione di povertà relativa, 49,2 % su una media nazionale del 19%.
Nonostante la drammaticità della situazione, le risorse stanziate per l’infanzia, continuano ad essere esigue: la spesa sociale nell’area famiglia e minori in Italia, è molto più bassa della media europea, con 313 euro pro-capite, a fronte di 506 euro in media in Europa e dei 952 euro pro-capite della Germania. Se poi si considera l’investimento nei servizi erogati dai comuni, emergono allarmanti differenze, come racconta la mappa su “I baratri della spesa sociale”. La Calabria è in fondo alla classifica con 20 euro pro-capite di spesa per l’area famiglia e minori, dodici volte meno dei 242 euro del Trentino che è la regione più virtuosa, mentre la media nazionale si attesta su 113 euro . A livello provinciale, colpiscono le disparità tra i 393 euro pro-capite di Trieste e i 350 di Bologna e gli 8 euro di Vibo Valentia, i 18 di Crotone o i 20 di Cosenza e Avellino.
Stanchi di queste inaccettabili situazioni, sono i tanti giovani che hanno aderito al Movimento delle ragazze e dei ragazzi per Save the Children. Si tratta di giovani che vogliono lottare in prima persona nella preziosa causa della difesa dell’infanzia, ed essere attori e voce del cambiamento. Online da oggi, la campagna virale “O sottovoce o sottosopra”, pensata dai giovani del Movimento – già attivi a Crotone e in altre 8 città italiane – per invitare i coetanei a prendere coscienza di ciò che non va nei loro territori e ad impegnarsi in prima persona per cambiare le cose.
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