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Back to Brescia – Cosenza: la punizione di De Francesco e i ricordi dei tifosi rossoblù

È la stagione 1999/2000, Bortolo Mutti sta ponendo le basi per il Cosenza che l’anno successivo darà vita ad un campionato memorabile.

Nessuno può immaginare che i Lupi, mantenendo immutate la guida tecnica e l’intelaiatura della squadra, con la semplice aggiunta di qualche innesto di qualità, reciteranno un ruolo da protagonista nel torneo cadetto occupando stabilmente per diversi mesi la testa della graduatoria.

Il Cosenza Calcio 1999/2000
Il Cosenza Calcio 1999/2000

OBIETTIVO STAGIONALE. In quel momento l’obiettivo in casa rossoblù è uno e uno soltanto: fare un campionato dignitoso, assestarsi a metà classifica e garantirsi la permanenza in B passando per un finale di stagione senza affanni né eccessivi patemi d’animo. La missione verrà portata a termine anche grazie alla striscia positiva conseguita a cavallo tra novembre 1999 e il febbraio del 2000.

Ed è proprio nella fase del passaggio al nuovo millennio, con la paura del “millennium bug” svanita e i computer che si sono salvati dall’agguato di un difetto informatico temuto da molti ma rivelatosi poi puro terrore instillato dal clamore mediatico, che il Cosenza è atteso da una doppia trasferta in terra lombarda.

Un test probante per i lupi, un tour de force che dirà molto sulle effettive potenzialità del team di mister Mutti. Prima di far visita all’Atalanta si va a Brescia, dove ad attendere i silani ci sono le rondinelle allenate dall’ex tecnico dei lupi Nedo Sonetti. Le due squadre sono separate da 8 punti: i padroni di casa occupano la terza piazza ma hanno tutta l’intenzione di riprendersi il primato perso la settimana precedente; gli ospiti, imbattuti da 6 turni, sono nel bel mezzo della graduatoria.

DE FRANCESCO GOL. A dieci minuti dal termine il risultato è ancora inchiodato sullo 0-0, sembra un pareggio già scritto ma i lupi possono usufruire di un calcio piazzato da posizione favorevole. Si incarica della battuta Francesco De Francesco, entrato da poco al posto del bulgaro Zhabov. La traiettoria del fantasista nativo di Praia a Mare è micidiale: né Galli, appostato sulla linea di porta, né il portiere Bodart, riescono ad impedire alla sfera di insaccarsi nel sette. Basterà questa magia per permettere ai rossoblù di espugnare il “Rigamonti” e strizzare l’occhio alla zona promozione.

Antonio Ammannato con una combriccola di tifosi a BresciaAntonio Ammannato con una combriccola di tifosi a Brescia
Antonio Ammannato con una combriccola di tifosi a Brescia

I RICORDI DEI TIFOSI. La sua passione ha radici profonde, impiantate fin da quando era giovanissimo e aveva già iniziato a seguire i lupi in ogni dove. Antonio Ammannato, oggi residente proprio a Brescia, era sulle gradinate del ‘Rigamonti’ quel giorno: «Eravamo circa 150 provenienti da Cosenza. La squadra disputò una partita molto ordinata, riuscimmo ad imbrigliare i padroni di casa grazie ad una difesa molto arcigna. Loro colpirono anche un palo con l’israeliano Banin. Poi arrivò la punizione pennellata da De Francesco e il settore ospiti esplose in un boato».

A distanza di 18 anni il tifosissimo Giuseppe Stumpo ricorda così quella giornata e quei momenti: «Mi trovavo a Lorica, al matrimonio di una mia compagna di classe. Di tanto in tanto andavo in macchina a sentire la partita per radio, al gol di De Francesco esco dalla macchina correndo ed esultando ma scivolo sulla neve. Rientro in sala con le mani al cielo e piene di sangue annunciando il gol dei lupi!».

GUARDA IL GOL DI DE FRANCESCO

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