Dura presa di posizione della Conferenza episcopale che sposa il nuovo corso dettato da papa Francesco contro mafia e pedofilia
Cosenza (10-04-2014) – Il nuovo corso della Chiesa dettato da papa Francesco ha fatto breccia anche in Calabria, tanto che i vescovi locali al termine della riunione primaverile della Conferenza episcopale regionale hanno pubblicato una nota con la quale affrontano argomenti delicati quali la lotta alla mafia e alla pedofilia.

Le novità sono moltissime, a partire dal fatto che in Calabria i futuri sacerdoti studieranno il fenomeno mafioso e l’attività pastorale in contesti ad alta densità criminale visto che i vescovi hanno disposto come la materia sia introdotta tra i programmi degli istituti teologici. E’ anche stato ribadita “l’inderogabile importanza di un cammino educativo che coinvolga i ragazzi fin dai primi anni della loro vita, incentrato sulla frontiera della legalità, indispensabile per una crescita autenticamente umana, oltre che civile e sociale della nostra terra e della vera libertà”. Ma i vescovi fanno anche di più, promuovendo il “coraggio della denuncia e della fuga da ogni omertà”.
Altrettanto dura la presa di posizione nei confronti della pedofilia. Viene sottolineato “il dovere dell’accertamento della verità, per evitare che la calunnia schiacci la vita di chiunque”, ma anche la necessità “di essere solleciti ed inflessibili nel prendere nei confronti dei colpevoli le decisioni necessarie, anche estreme ed amare”. E serve la collaborazione “nella più doverosa trasparenza, con le Istituzioni dello Stato, ogni volta che sia necessario, nel contesto, ovviamente, del proprio ministero pastorale”.
Non manca però anche un appello alla politica che si cure realmente del bene comune e che sia basata sul distacco “da ogni interesse personale, o dei propri amici, o dei contesti esclusivi delle proprie conoscenze: nella ricerca, sempre e incondizionatamente, del bene comune di tutti. Solo uno stile nuovo, così impostato, che aiuti la politica a prendere decisioni che tocchino in concreto la vita della gente, ne aiutino lo sviluppo, ne tutelino i diritti, ne facilitino la crescita”.
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