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Calabria: incremento turistico negli agriturismi, +30%

Sempre più turisti scelgono di passare le loro giornate all’interno degli agriturismi. Il presidente Martillotta di Agrturist Calabria dichiara: “rimangono elementi di criticità, le strutture agrituristiche delle aree interne registrano una situazione con numeri stazionari o in discesa”

agriturismoLa meta più gettonata per le vacanze estive è in assoluto l’agriturismo. Se la Puglia suggella il primato italiano, la Calabria non resta ferma e registra un incremento del 30%. L’incontaminata offerta del plesso, che prevede il contatto diretto col mondo rurale e le tradizioni locali, sembra aver accolto un numero elevato di consensi da parte di turisti italiani e stranieri.

“I numeri della nostra regione – ha commentato Gabriella Martillotti, presidente di Agriturist Calabria – ci confortano e rendono giustizia rispetto allo sforzo straordinario compiuto dalle aziende agrituristiche che ormai da molto tempo hanno focalizzato energie, competenze ed investimenti nella qualificazione delle strutture e nella predisposizione di un’accoglienza “attiva” con il turista pienamente coinvolto nella dimensione rurale, ambientale e culturale. Gli agriturismi di qualità, in Calabria, sono ormai decine e decine e costituiscono – anche per chi deve programmare e decidere lo sviluppo regionale – l’esempio visibile di una crescita sostenibile ed ambientalmente compatibile. Ma rimangono elementi di criticità, le strutture agrituristiche delle aree interne registrano una situazione con numeri stazionari o in discesa, penalizzate come sono da un grave deficit infrastrutturale. Ecco perché – ha aggiunto Martillotti – noi di Agriturist riteniamo fondamentale, al di là di tutte le iniziative di investimento e sostegno avviate nel Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020, mettere in campo una seria riflessione che porti all’elaborazione di una strategia turistica e culturale complessivamente intesa. Una strategia che metta a sistema le zone di produzione agricola e alimentare tipica, i parchi e le riserve naturali, i luoghi d’arte, le località propriamente turistiche; l’asupicio è che si possa fare con un approccio regionale ma potremmo – ad esempio – partire anche da singoli sistemi e contesti territoriali strutturando e qualificato un’offerta turistica completa e complessiva”.

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