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Canapa, una risorsa per l’altopiano silano

La Cia ancora una volta ha illustrato con esempi concreti di imprenditori locali come questa coltivazione possa avere molti impieghi e creare reddito

La coltivazione della canapa? Sull’altopiano silano può essere una risorsa economica importante come ha avuto modo di sottolineare ancora una volta la Cia Calabria Nord (Confederazione Italiana Agricoltori) in collaborazione con Cia Calabria illustrando il progetto durante un dibattito a contrada Laganò Lupinacci, nel comune cosentino di Celico.

Canapa, una risorsa per l'altipiano silano
Canapa, una risorsa per l’altipiano silano

Un incontro al quale hanno partecipato il direttore della Cia Calabria Franco Belmonte, ma anche il sindaco di Celico, Rachele Invernizzi dirigente di Assocanapa e imprenditrice del settore, Ivan Nardone della struttura nazionale della Cia, Antonella Greco imprenditrice agricola e presidente provinciale di Donne in campo, il direttore provinciale della Cia Davide Vena e il presidente della Cia Calabria Mauro D’Acri, oltre a numerosi agricoltori provenienti da tutta la provincia di Cosenza e di Crotone,

Come ha sottolineato la Greco, la scelta di coltivare oltre due ettari di suoi terreni con la canapa biologica “è stata un po’ una scommessa, un’ulteriore iniziativa per cercare di allargare le opportunità per un settore, come l’agricoltura di montagna, che rischia di morire se non si rinnova e sperimenta continuamente nuove modalità imprenditoriali e nuovi sbocchi di mercato. Si tratta di una coltura sviluppata senza apporti chimici né acqua e in un luogo particolare come la Sila, con condizioni climatiche estremamente complesse”.

Da più parti si è sottolineato come la coltura della canapa potrebbe rappresentare una buona opportunità imprenditoriale visto il suo enorme potenziale sul mercato potendo essere impiegata in molti settori merceologici ma anche in quello del risparmio energetico e della bioedilizia. Ecco perché la Cia si è impegnata in prima persona per non far rientrare la canapa nelle rigidissime leggi antidroga dello stato e perché, come ha ricordato il presidente regionale della Cia Mauro D’acri c’è la piena disponibilità dell’organizzazione calabrese “per rafforzare la proficua collaborazione con Assocanapa e a verificare tutte le opportunità affinché altri imprenditori possano fare la scelta di produrre canapa in Calabria”.

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