Agghiacciante la scena davanti alla quale si sono trovati gli Specialisti del Nucleo Investigativo Carabinieri di Cosenza guidati dall’eccellente Capitano Michele Borrelli, quando hanno provveduto a effettuare i rilievi per l’omicidio-suicidio che ieri 3 maggio si è consumato in una villetta di Arcavacata di Rende, per mano di un appuntato dei Carabinieri
I tecnici del Nucleo Investigativo di Cosenza, sono intervenuti ieri in serata sulla scena del crimine, per effettuare i dovuti rilievi del caso che hanno portato alla luce non pochi dettagli sull’omicidio-suicidio, gesto consumato presumibilmente a seguito dell’ennesima lite avvenuta tra Francesco De Vito, 47 anni e sua moglie Fiorella Maugeri 39.

Sulla donna – ritrovava dagli specialisti dell’arma riversa in una pozza di sangue – erano presenti 4 ferite da arma da taglio, tre delle quali erano sulla parte anteriore all’altezza della spalla, e l’ultima, fatale, alle spalle. La donna riportava ferite anche sulla mano, segno del fatto che con molta probabilità avesse provato a difendersi.
Anche la scena che mostrava il cadavere del carabiniere era ricca di particolari. Nei locali dove l’uomo si è ucciso è stato ritrovato tanto sangue, fuoriuscito a seguito dei due colpi di arma da fuoco sparati dallo stesso per togliersi la vita. La pistola di ordinanza utilizzata per il suicidio mostrava ancora un colpo in canna, tanto che i tecnici del Nucleo investigativo, intervenuti per i rilievi, hanno dovuto per prima cosa, togliere l’arma dalle mani del De Vito, che aveva ancora il dito sul grilletto, per scongiurare la partenza accidentale di altri colpi dall’arma.
Gli investigatori non ritengono – almeno dalla prima ricostruzione dei fatti – che ci sia stata una premeditazione, da parte di Francesco De Vito, ma che il gesto estremo nei confronti della moglie fosse scaturito da una lite poi degenerata in tragedia. In casa c’era la figlia maggiore della coppia e forse proprio per questo non si può ipotizzare una premeditazione ed anche perché pur avendo a disposizione l’arma di ordinanza, l’uomo ha agito usando un coltello da cucina, probabilmente il primo che gli è venuto sotto mano.
Sul cadavere della donna, non è stata trovata la fede all’anulare sinistro e i due coniugi vivevano in piani diversi della villetta, tanto che al piano inferiore della stessa i carabinieri intervenuti hanno trovato una branda, che con molta probabilità ospitava l’uomo nelle ore notturne.
Le liti della coppia erano ormai frequenti, derivanti dalla volontà della donna di separarsi dal marito, decisione che – a quanto pare – lui non aveva accettato di buon grado.
Addosso all’uomo, è stato rinvenuto anche il bugiardino di un farmaco ansiolitico, che lascia presumere che lo stesso, fosse affetto da qualche stato ansioso o depressivo.
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