Carlo Tansi continua la polemica sulla mala gestione del sistema calabro per quanto concerne la messa in sicurezza in caso di calamità naturali e parla di sistema vetusto

Dopo la polemica dei giorni scorsi avviata sul proprio profilo Facebook e in cui minacciava le dimissioni, Carlo Tansi, responsabile della Protezione Civile calabrese, rincara la dose. Dal Palazzo Gagliardi di Vibo, nell’ambito della seconda giornata del TF Leggere&Scrivere, dichiara: “Vengo dal Cnr. La Regione, non solo la nostra, non è come il Cnr. Appena sono arrivato in Protezione civile – ha affermato Tansi – ho trovato 180 dipendenti – la Lombardia ne ha 40 con una popolazione 4 volte superiore alla Calabria: 91 dipendenti sono al centralino, si ‘imboscano’ dietro la scrivania. 30 sono autisti non specializzati e non possono, quindi, guidare mezzi speciali per il soccorso. Ma ancora c’è una sfilza di amministrativi senza qualifica”.
Carlo Tansi è stato inviato insieme alla sismologa Emanuela Guidoni e l’antropologo Vito Teti e sottolinea la labilità della macchina burocratica regionale, parla infatti di “un sistema vetusto in Calabria, quando piove di blocco la centrale operativa della Protezione Civile”.
Per Vito Teti è la politica, la maggiore responsabile della mancata prevenzione che deve accompagnare la gestione dell’emergenza sismica. Si è persa la memoria storica poiché, aggiunge Tansi, “a Reggio hanno costruito, nonostante il gravissimo terremoto del 1908, abusivamente in collina. Non solo, si hanno palazzi di 6-7 piani, spesso neanche finiti. Prevenire i disastri e soprattutto gli effetti dei terremoti. Ma non possiamo prevenire i terremoti. La lieve scossa sismica di pochi giorni fa a Vibo ha creato molto panico soprattutto nelle scuole, cambiare la cultura della prevenzione non significherà non avere più paura. Ma sicuramente diminuirà gli effetti catastrofici in un territorio regionale ad alto rischio sismico”.
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