Si è svolta questa mattina, presso la Corte d’Assise di Cosenza, la 35esima udienza del processo per la morte del calciatore Denis Bergamini, deceduto il 18 novembre del 1989 sulla statale 106, nei pressi di Roseto Capo Spulico.
Come già noto, l’unica imputata risulta l’ex fidanzata del giocatore, Isabella Internò, accusata di omicidio volontario aggravato dai motivi futili e abietti.
A parlare in aula, oggi, il giornalista sportivo cosentino Giuseppe Milicchio, il quale, seppur non in termini giornalistici, segui con apprensione la vicenda interrogandosi su cosa fosse realmente successo quella sera.
Nei giorni successivi al tragico evento Milicchio si recò sul luogo del ritrovamento del corpo del calciatore per effettuare delle riprese.
Il video è stato acquisito e aggiunto agli altri filmati girati dalla Rai nello stesso periodo e già messi agli atti.
Il giornalista ha affermato di essere stato convinto fin dalle prime ore che, quello che si stava facendo passare per suicidio fosse, in realtà, “un omicidio”
Milicchio ha raccontato in aula:” Qualche giorno dopo la morte del calciatore mi sono recato nella sede Rai di Cosenza per avere notizie ed informazioni. Si stava procedendo alla trascrizione di un’intervista fatta al procuratore Abate, nella quale lo stesso affermava con certezza che si trattava di un suicidio e che l’autopsia non fosse necessaria, siccome non era necessario appurare le cause del decesso. L’unica ipotesi alternativa che Abate introdusse fu quella di un suicidio assistito e entrò anche nella spiegazione delle modalità, affermando di un trascinamento del corpo del ragazzo per circa 45 metri. Dopo le sue affermazioni decisi di fare un sopralluogo sulla statale 106. Mi recai sul posto dell’incidente dove venni subito fermato da una pattuglia dei carabinieri, ma poi riuscii comunque a vedere che non c’era alcuna frenata né macchia di trascinamento motivo per il quale sin da subito esclusi l’ipotesi del suicidio”.
Il processo è stato aggiornato al prossimo 24 febbraio.
Vai al contenuto





