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Cerisano si rigenera: inaugurata l’Oasi, cuore pulsante del borgo

Un intervento strategico che restituisce vita al centro storico, offrendo nuovi servizi e spazi comuni per residenti e visitatori.

 Dalla storia secolare alla rinascita sociale: il nuovo volto dell’Oasi di Sant’Antonio. Nel cuore del borgo di Cerisano, tra memoria religiosa e visione contemporanea, l’antica Oasi di Sant’Antonio torna a vivere come uno dei più significativi esempi di rigenerazione culturale e sociale del territorio calabrese.

1- Un luogo antico che rinasce

Le origini dell’Oasi affondano nel lontano 1609, quando venne fondato il convento dei frati riformati di San Francesco d’Assisi, annesso alla chiesa di Santa Maria degli Angeli. Per secoli punto di riferimento spirituale e comunitario, la struttura ha attraversato un lungo periodo di abbandono, fino alla recente riapertura dopo oltre 16 anni di chiusura. La svolta arriva grazie a un importante intervento di recupero e ristrutturazione, sostenuto da investimenti privati, che ha permesso di restituire alla comunità gran parte degli spazi: il piano terra, il parco e le aree principali, mentre i livelli superiori sono ancora in fase di restauro.

2-L’imprenditore e la scelta controcorrente.

Dietro questa rinascita c’è la visione di Gianluca Zecca, originario del territorio e trasferitosi al Nord per lavoro, che ha deciso di investire nella propria terra non per profitto ma per restituire valore sociale al proprio paese. Una scelta controcorrente, che ribalta la logica dello spopolamento e dimostra come il capitale umano emigrato possa diventare motore di sviluppo locale, puntando su cultura, educazione e inclusione.

3 Due iniziative ad alto impatto sociale

a) La scuola di musica e arti. Una parte dell’Oasi è destinata a diventare un centro di formazione artistica e musicale, con attività legate a musica, spettacolo e produzione culturale. Un progetto che si inserisce in un contesto più ampio di valorizzazione del territorio: Cerisano, infatti, sta investendo con decisione nella musica e nella formazione, rafforzando la propria identità culturale e creando nuove opportunità per i giovani.

b) “La Casa del Sorriso”: educazione e infanzia. Un’intera area della struttura è stata concessa gratuitamente all’associazione “La Casa del Sorriso”, che offre servizi integrati per l’infanzia e attività educative rivolte ai bambini del territorio. Si tratta di un presidio sociale fondamentale, soprattutto in un piccolo centro, dove la mancanza di servizi può incidere profondamente sulla qualità della vita delle famiglie.

4 Un modello di sviluppo per i borghi. L’Oasi di Sant’Antonio non è solo un recupero architettonico, ma un progetto di comunità. Un luogo che unisce spiritualità e cultura, educazione e inclusione, memoria storica e innovazione. In un’epoca in cui molti borghi del Sud lottano contro lo spopolamento, Cerisano dimostra che la rigenerazione è possibile quando pubblico e privato, tradizione e visione, si incontrano.

5 Il contributo alla progettazione PNRR. Nel quadro più ampio delle politiche di rilancio dei territori, i progetti legati alla misura Borghi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono stati elaborati, per quanto riguarda la presentazione al Ministero, attraverso un lavoro di business plan e sviluppo strategico curato da Luciano Luciani. Un contributo che ha permesso di strutturare una visione organica e sostenibile, capace di integrare investimenti, cultura e servizi in un disegno coerente di crescita locale.

6 Il valore simbolico della restituzione. Questa esperienza rappresenta qualcosa di più di una semplice ristrutturazione: è un atto di restituzione. Restituire spazi, opportunità e futuro a una comunità. E soprattutto, restituire ai più giovani — i bambini della “Casa del Sorriso” e gli studenti della scuola di musica — la possibilità di crescere nel proprio territorio, senza essere costretti a cercare altrove ciò che qui può rinascere. Luciano Luciani

Un modello positivo Rigenerazione Borghi , l’Oasi a Cerisano
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