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Chiacchiere da lupi: intervista a Antonio Pallo

“Guarascio ha sbagliato a parlare di campionato ambizioso e di vertice. Al Cosenza di quest’anno sarebbero serviti Napolitano, De Paola e Lucarelli”

Antonio sugli spalti del "S.Vito Marulla"
Antonio sugli spalti del “S.Vito Marulla”

Tifoso e opinionista, nelle sue analisi sempre lucide i due ruoli sono ben equiparati. È forse questa la dote migliore di Antonio Pallo, soffre ma sa metabolizzare la delusione e la rabbia, quando arriva il momento di esprimersi e di dire la sua fa prevalere obiettività e onestà di giudizio. Lo capisci da come lo vedi allo stadio, si entusiasma, inveisce quando non riesce più a trattenersi e a bocce ferme analizza, motivando la critica con competenza. È pungente, vedere le puntate di “Lupus in forum” per credere, quando la situazione è pesante si prende il tempo necessario per formulare la sua sentenza ed è lì che parte come un fiume in piena. Antonio è uno di quei tifosi con cui è piacevole guardare le partite del Cosenza Calcio, perché sai di avere al tuo fianco un vero appassionato di calcio, ma soprattutto di rossoblu.

– Sbaglio quando dico che dopo una vittoria così come dopo una sconfitta hai bisogno del tuo tempo per metabolizzare gli eventi?

“E’ proprio così, perchè io la partita la vivo e la soffro terribilmente. Ho bisogno di rivederla nella mia mente prima di formulare un giudizio lucido. Mi rendo conto che nell’immediato post partita può prevalere l’entusiasmo o la rabbia, purtroppo spesso è la rabbia ad impossessarsi di noi tifosi”.

– Sono passati quattro giorni dalla gara pareggiata a Pagani. Fammi il tuo resoconto sulla prestazione dei lupi.

“A mio avviso è stata una partita giocata bene, la Paganese non è mai stata pericolosa al di là dell’episodio che le ha permesso di pareggiare. I 90 minuti di domenica hanno dimostrato in maniera incontrovertibile cosa siamo, ovvero una squadra con grandi capacità ma che manca dell’ultimo step, di quella cattiveria che consente di chiudere le partite e vincerle. Dopo il gol di Baclet non abbiamo sfruttato diverse occasioni che ci avrebbero permesso di mettere al sicuro il risultato, le colpe sono da addebitare all’egoismo di qualcuno e a qualche timore di troppo”.

– E’ un campionato strano, poco entusiasmante, quali sono a tuo avviso le cause di un torneo condotta finora al di sotto delle aspettative.

“Sono stati sbagliati i proclami iniziali. Ho bacchettato spesso il presidente Guarascio per quella sua dichiarazione secondo cui avremmo condotto un campionato ambizioso e di vertice. Ritengo che per come è gestito in questo momento il calcio a Cosenza sia impossibile disputare un torneo di spessore. Apprezzo il suo modo di fare e la sicurezza che ci permetterà di avere sempre una società pulita e con i conti in ordine, ma così facendo non possiamo ambire a diventare una protagonista. Il campionato dello scorso anno è stata una situazione eccezionale che non è ripetibile, troppa la differenza con corazzate come Foggia e Lecce“.

Il DS Valoti e mister De Angelis
Il DS Valoti e mister De Angelis

– Domanda secca, De Angelis si o De Angelis no? E’ lui l’allenatore su cui puntare per il futuro o Guarascio farebbe bene a guardare altrove?

De Angelis si perchè ha un’idea e ha un progetto, conosce bene Cosenza e il Cosenza e questo è un aspetto da non sottovalutare. Non essendoci un grande budget a disposizione è fondamentale programmare basandosi su un allenatore come lui che sappia valorizzare anche i giovani. Non tutti gli ex giocatori diventano da subito dei grandi tecnici come Guardiola o Simone Inzaghi ma Stefano ha buone capacità, mi desta una buona impressione ed è un grande lavoratore. Può formare con Valoti una buona coppia in proiezione futura, spero che la società li metta nelle condizioni di operare nella maniera giusta”.

– I tuoi giudizi battono spesso e volentieri sulla grinta della squadra o di un singolo giocatore, per te è un aspetto imprescindibile? Conta più del fattore tecnico-tattico?

“In queste categorie necessariamente si. Sono tifoso di questa squadra dal 1978 e ricordo dei Cosenza grintosissimi anche se non eccelsi dal punto di vista tecnico. Ritengo che dobbiamo pensare al Cosenza in quel modo lì, un pò alla maniera di club come Torino e Genoa, dove gioca un ruolo fondamentale l’appartenenza alla maglia e al territorio. Io da tifoso l’ho sempre vissuta così, soprattutto quando studiavo a Pisa, dove sono rimasto per tanti anni. Non riuscivo a seguire la squadra domenicalmente e ogni qualvolta i lupi si avvicinavano dalle mie parti non esitavo a partire per essere presente in trasferta. Mi piacerebbe vedere lo stesso spirito di appartenenza nei nostri giocatori”.

– Due squadre a confronto, quella della passata stagione e quella attuale. Perchè il Cosenza non è riuscito a ripetere gli stessi risultati?

“E’ molto semplice, la rosa dell’anno scorso venne costruita con un senso, non si può dire lo stesso di quello che è stato fatto in questa stagione. L’ex DS Meluso creò un gruppo adatto alle esigenze di gioco di mister Roselli, elementi come Ciancio, Fiordilino, Arrigoni, Arrighini e La Mantia erano perfettamente congeniali a quell’idea di calcio. Nell’ultimo mercato estivo invece sono stati acquistati calciatori mediocri che hanno prodotto risultati altrettanto mediocri”.

Napolitano, De Paola e Lucarelli
Napolitano, De Paola e Lucarelli

– Volgi lo sguardo al passato e scegli tre giocatori, uno per ruolo, che potrebbero fare al caso del Cosenza oggi.

“Scelgo Ugo Napolitano nel ruolo di difensore centrale, Luciano De Paola a centrocampo e Cristiano Lucarelli in attacco. Non ho fatto nomi di sentimento come Bergamini o Marulla perchè appartengono ad un ambito differente. I tre calciatori che ho nominato sono legati da caratteristiche essenziali: grande carattere, presenza in campo e capacità di aggregare e guidare lo spogliatoio”.

– D’Orazio, Calamai e Letizia, tre acquisti azzeccati?

“Sono giocatori su cui poter pensare di costruire la squadra del domani. D’Orazio è un buon terzino ma ci vuole ben altro per fare il salto di qualità, Calamai bene ma accanto a lui ci vorrebbe un centrocampista di spessore, Letizia è una pedina importante ma manca ancora un bomber da 15 gol a stagione capace di prendersi la squadra sulle spalle e portarla avanti”.

– 4-3-3 o 4-2-3-1? Quale tra i moduli adattati finora da De Angelis trovi più confacente all’organico a disposizione del tecnico?

“A dirti la verità nessuno dei due (ride ndr). Sinceramente non saprei come schierare la squadra in campo, di sicuro posso dire che è stata sbagliata la costruzione del centrocampo, quindi o in un modo o nell’altro si incontreranno comunque delle difficoltà. Io punterei sui 4 lì davanti che grazie alla loro tecnica possono impensierire gli avversari. Credo che sia la collocazione più giusta perchè non c’è più nulla da perdere, l’obiettivo è arrivare ai playoff in maniera dignitosa e sperare, ma a mio avviso sarà difficile andare oltre il primo turno”.

– Domenica arriva la Fidelis Andria, i silani riusciranno a tornare al successo dopo 5 turni di astinenza?

“E’ arrivato il momento di vincere, in qualsiasi modo, anche giocando male. La squadra deve dimostrare al pubblico l’attaccamento verso i colori e verso l’allenatore. Secondo me dopo la prima vittoria la situazione migliorerà e sarà più gestibile”.

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