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Patrizia Lo Feudo: Save Me un video per raccontare i bambini e la guerra

Era a quadri. La ricordo perfettamente. A quadri la gonna, bianca la camicetta, che poi sul colletto riprendeva la fantasia. In vita un fiocco di raso blu, ai piedi mocassini neri lucidi

I capelli sciolti sulla schiena, biondi, leggermente ondulati, e uno zainetto, piccino quanto me, che portava il mio papà con una mano, e con l’ latra stringeva la mia.

Mai una gomma a terra, rari i giorni di febbre, spesso la pioggia; ma io avevo un ombrellino, tutto rosso, col merletto anche. E così, quando veniva a piovere, io aprivo la tasca esterna del mio zainetto e prendevo il mio ombrellino…i capelli setosi, rimaneva il profumo di camelia, la camicia inamidata, neanche una piega sulla mia gonnellina. Mi sentivo invincibile col il mio ombrellino, avevo non più di sette anni e con lui, qualsiasi giorno di pioggia, sarebbe stato comunque di sole.

Forse in Siria, non vendono ombrellini. Sarà per questo che i bimbi non si sentono invincibili quanto mi sentivo io.
Eppure piove, piove a dirotto…piovono macerie, piovono polveri, piovono schegge, piovono fiamme dal cielo…e quando cade la pioggia, quel rumore, che a me piace tanto ascoltare alla notte, quando sono sotto il piumone, è coperto da un silenzio assordante, un silenzio che urla, urla il dolore, la morte, il pianto, la tragedia di chi non ha una sola speranza, una speranza per il domani, che non andrà senz’ altro meglio…una speranza per un figlio, una madre, un fratello.

Poi un silenzio che si rompe…lo rompono le grida, strazianti, che ti fanno salire il cuore in gola solo immaginandole, il pianto di un padre che non è riuscito a trattenere a se la mano del figlio, perche alle sua spalle sparavano, un colpo, un altro, un altro ancora…e poi le urla, il sangue, l’ odore di morte e quella manina, che si perde nella polvere.

Tutto negli occhi dei bimbi.
Quegli stessi che occhi che Patrizia Lo Feudo, nota artista e orgoglio cosentino, ha ritratto nei suoi volti, per il progetto “Save me”, elaborato con la gentile collabrorazione con l’ Associazione HPS Charity, in mostra presso le Sale del Bramante, a Roma.
Quegli stessi occhi, che alzandosi al cielo, non hanno un ombrellino, che li rende invincibili.

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