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“Cicciarèlle – Come un romanzo”: a Luzzi la presentazione del libro di Giuseppe Trebisacce

Di Anna Maria Ventura

Venerdì 17 ottobre 2025 alle ore 17:00, presso la sede della Pro Loco di Luzzi, in via San Francesco, si terrà la presentazione del libro “Cicciarèlle – Come un romanzo”, di Giuseppe Trebisacce, Jonia Editrice.

L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione Comunale di Luzzi,  dalla Pro Loco di Luzzi  e da AIParC Cosenza, rappresenta un importante momento di valorizzazione culturale per il territorio, capace di mettere al centro la memoria collettiva e il racconto identitario.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Luzzi Umberto Federico, della Vice Sindaca Gabriella D’Acri e del Presidente della Pro Loco Enzo Garofalo, oltre a quelli di Tania Frisone Presidente dell’AIParC Cosenza, dialogheranno con l’autore Ada Giorno e Nuccia Benvenuto.

Ada Giorno è Docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Classico “Gioacchino da Fiore” di Rende (CS), e Responsabile della comunicazione social di AIParC Cosenza. Autrice e studiosa della  tradizione, della filosofia e della storia calabrese si occupa con passione del patrimonio culturale e identitario del nostro territorio.

 Nuccia Benvenuto è Docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico “Fortunato Bruno” di Corigliano (CS). Scrittrice e ricercatrice, è esperta di studi sul Mezzogiorno e sulla condizione femminile in Calabria.

Svolgeranno il ruolo di moderatori  Angela Altomare e Fabio Mandato.

L’AIParC Cosenza, che da anni promuove progetti di valorizzazione del patrimonio culturale e identitario calabrese, con questa iniziativa conferma la sua attenzione al legame tra storia, tradizione e territorio, mentre la Pro Loco di Luzzi rinnova il proprio impegno nel sostenere eventi capaci di coinvolgere la comunità locale e stimolare riflessioni di ampio respiro.

Giuseppe Trebisacce è scrittore e intellettuale attento ai temi della memoria, della tradizione e dell’identità meridionale. Originario di Roseto Capo Spulico, piccolo borgo costiero della Calabria settentrionale, ha sempre coltivato un forte legame con la propria terra. All’Università della Calabria, dove ha insegnato per decenni, si è occupato principalmente di Storia della Pedagogia, indagando i nessi tra educazione, trasmissione culturale e riscatto sociale, con particolare attenzione alla realtà meridionale. La sua lunga attività di ricerca è stata caratterizzata da uno sguardo attento alle forme del sapere popolare, al ruolo dell’educazione nella costruzione dell’identità collettiva e alla memoria come elemento fondativo della cultura.

Il romanzo “Cicciarelle”, seppure non sia opera accademica, non si allontana da questi temi: ne è anzi una declinazione narrativa e affettiva, un’estensione letteraria di quell’indagine sul senso del vivere e del tramandare che ha attraversato tutto il suo percorso.

E’ un libro che racconta il mondo delle donne silenziose e forti, protagoniste invisibili di una storia fatta di lavoro precoce, dignità e responsabilità, senza mai cercare clamore. La narrazione di Trebisacce restituisce la geografia di un tempo fatto di affetti, sacrifici e paesaggi sociali che rischierebbero di andare perduti se non raccolti nella scrittura.

Il libro di Giuseppe Trebisacce

Si tratta di un romanzo che non urla, ma resiste, un romanzo che porta alla luce la voce discreta delle donne del Sud, restituendo loro centralità e memoria. È una scrittura che diventa custode di presenze altrimenti destinate all’oblio, un lavoro che si muove tra narrativa e testimonianza, con un linguaggio semplice e potente capace di toccare corde profonde.

Per questo l’appuntamento di Luzzi assume un valore che va oltre la presentazione di un’opera: diventa un momento di riconoscimento collettivo, un’occasione per ricordare che la vera eroicità spesso si cela nei gesti quotidiani, nelle vite silenziose che hanno costruito la storia di una comunità.

La comunità  della Calabria contadina della prima metà del Novecento, che,  nel dovere affrontare prove dure e laceranti come le due guerre mondiali, che hanno strappato uomini e giovani alle famiglie, la dittatura fascista, che ha soffocato libertà e speranze, l’emigrazione che ha svuotato paesi e allontanato generazioni di figli in cerca di lavoro, ha trovato proprio nelle donne  la forza invisibile che ha tenuto insieme i legami, custodendo la casa, allevando i figli, mantenendo viva la dignità delle famiglie e il senso di appartenenza al proprio paese.

 È in questo intreccio di sacrifici e resilienza che il romanzo di Trebisacce trova il suo respiro più profondo, restituendo non solo una memoria individuale, ma il ritratto corale di un popolo che ha saputo sopravvivere e resistere, trasformando il dolore in identità condivisa.

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