La gestione della flotta veicoli non è mai stata economica, e negli anni con l’avvento di normative più stringenti sulle emissioni e la pressione verso la transizione elettrica ci siamo trovati a fare i conti con i prezzi del carburante alle stelle. La crescita delle spese porta spesso le imprese a intervenire, a posteriori, provando a recuperare un danno già fatto.
Esistono però vari modi per risparmiare, con un approccio strutturato e i giusti strumenti si può fare la differenza.
Analizzare i dati prima di tagliare
Partiamo da un errore fin troppo comune che troppe aziende fanno: tagliare senza capire perfettamente quali sono le cause. Se un veicolo consumasse troppo i motivi potrebbero essere molteplici: percorsi non ottimizzati, carico eccessivo o stile di guida… Prima di tagliare, meglio avere una maggiore chiarezza della situazione.
La telematica oggi ci dà modo di monitorare in tempo reale consumi, chilometri percorsi, comportamento alla guida e fermate non pianificate. Molte aziende scoprono solo dopo aver attivato un sistema di tracciamento che una parte di tratte poteva essere accorciata o che alcuni veicoli viaggiavano semivuoti mentre altri erano sovraccarichi.
Il carburante come spesa impattante
Per la maggior parte delle flotte, la voce di costo più alta è quella del carburante ed è anche quella più soggetta a inefficienze difficili da intercettare senza gli strumenti giusti. Pagare il rifornimento in contati o con carte di credito generiche non aiuta a distinguere ogni dettaglio e rende la conciliazione contabile lunga e imprecisa; in più non offre alcun controllo su chi rifornisce, quando e quale mezzo.
Ecco perché invece si dovrebbe utilizzare una carta carburante aziendale: lo strumento dedicato consente di pagare benzina, diesel, HVO e ricarica elettrica presso migliaia di stazioni convenzionate, sia in modalità self service che servito.
Il vantaggio concreto? Non è solo operativo. Con una carta carburante si acquista credito, le fatture arrivano in formato elettronico sul gestionale e il pagamento avviene tramite addebito diretto, senza dover saldare alla pompa né dovendo raccogliere scontrini che potrebbero andare persi. Ogni transazione viene tracciata ed è assegnabile a un singolo veicolo o conducente. Per i camionisti e le flotte che operano su rotte nazionali e internazionali i benefit sono davvero tanti.
In Italia, in più, avere una gestione corretta attraverso la fatturazione elettronica riduce i margini d’errore nella contabilità.
Ottimizzare i pecorsi
Sembra ovvio, ma non lo è affatto. Salvo traffico, chiusure stradali e deviazioni bisognerebbe ottimizzare i percorsi scegliendo quelli più brevi ed evitando le fasce orarie di traffico intenso dove possibile. Distribuire le consegne in aree geografiche vicine, limitare i viaggi a vuoto e ridurre i chilometri persi sono tutti elementi che portano verso l’obiettivo.
Manutenzione programmata
Un mezzo correttamente funzionante fa la differenza: ci sono tanti piccoli dettagli che su un veicolo possono portare a un guasto che comporta un maggiore consumo di carburante. Oltre ai check obbligatori, valutare una manutenzione preventiva fa la differenza.
Formare i conducenti
Come guidiamo ha un impatto sui consumi; uno stile di guida con velocità sostenuta, frenate improvvise e accelerazioni brusche può portare a uno spreco del 30% di carburante. In un anno la spesa è davvero consistente.
Seppur i costi benzina siano al centro di dinamiche non prettamente controllabili dai singoli, questi suggerimenti possono essere d’aiuto per tenere a bada le spese mensili.

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