Perquisizione della Guardia di Finanza nella sede del Comune: l’indagine sugli affidamenti diretti dell’Ente negli ultimi quattro anni

Sei persone indagate a Cosenza con l’ipotesi di abuso d’ufficio nell’ambito di una inchiesta che ha portato la Guardia di finanza a perquisire la sede del Comune per acquisire documenti utili ad eseguire accertamenti su alcuni affidamenti diretti fatti dall’Ente negli ultimi quattro anni.
Le indagini, in particolare, riguarderebbero in particolare alcuni dirigenti del Comune di Cosenza e titolari di alcune ditte per presunte irregolarità nelle modalità di assegnazione dei lavori: attraverso il sistema della frammentazione, infatti, sarebbe stato possibile assegnare in maniera diretta le attività (aggirando così il problema della soglia minima di 40.000 euro, dopo la quale è imposta una gara d’appalto pubblica).
La notizia, che arriva negli ultimi giorni di campagna elettorale prima del 5 giugno, ha gettato scompiglio tra i candidati che si sono affrettati a commentare.
“Si tratta di una vicenda frutto del clima avvelenato che da tempo si sta creando attorno alle elezioni comunali della nostra città” ha spiegato in particolare il sindaco uscente Mario Occhiuto. Tra gli indagati ci sarebbe anche il suo ex capo di gabinetto e due dirigenti dell’Ente. “Dal canto mio – prosegue – non posso che ribadire la massima fiducia verso la magistratura che, in seguito a esposti e denunce continue, deve obbligatoriamente svolgere tutti gli accertamenti del caso. Così come ho piena fiducia verso i dirigenti e verso il mio ex capo di gabinetto che conosco fin da quando ero ragazzo e del quale posso affermare in maniera assoluta che si contraddistingue per un’integerrima onestà. È altrettanto evidente, poi, che questi episodi con tanto risalto mediatico si inquadrano in un clima di veleni, di caccia alle streghe, di fango, costruito ad arte, da mesi, ad opera di blog pseudo giornalistici i cui ispiratori proprio nei giorni scorsi sono stati rinviati a giudizio per diffamazione e stalking nei miei confronti. Un clima che viene puntualmente cavalcato dai candidati miei competitor sempre pronti ad attaccare la mia persona, ma silenti quando si tratta di ricordare, ad esempio, che il capo di gabinetto del presidente della Regione Calabria risulta indagato. Insomma, come sempre, una doppia morale. Io proseguo serenamente nella mia campagna elettorale rendendo conto a testa alta ai cittadini di ciò che ha realizzato il mio Esecutivo e su ciò che si potrà ancora fare per rendere Cosenza più bella”.
Dal canto loro, gli esponenti del Pd calabrese hanno risposto andando all’attacco: “La notizia della perquisizione da parte della Guardia di finanza negli uffici del Comune di Cosenza nell’ambito di un’inchiesta in merito a presunte `ditte amiche´ a Palazzo dei Bruzi, non ci sorprende”.
“La situazione del Comune cosentino – scrivono in una nota Ernesto Magorno, deputato del Pd e segretario regionale del partito, e Luigi Guglielmelli, segretario provinciale – è stata anche oggetto di una nostra interrogazione parlamentare che è rimasta fin qui senza risposta. Siamo certi che la magistratura e le forze di polizia andranno fino in fondo con le indagini. Siamo anche sicuri che i cittadini terranno conto nel voto per le prossime elezioni amministrative di quanto sta succedendo a palazzo dei Bruzi e volteranno pagina”.
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