Atterrati a Pratica di mare l’aereo con gli ultimi 8 italiani rimpatriati da Wuhan. La Cina risulta essere l’ultimo dei problemi da evitare per quanto riguarda il contagio.
E’ atterrato all’aeroporto militare di Pratica di Mare l’aereo proveniente dalla base Raf di Brize Norton, nell’Oxfordshire, con a bordo il piccolo gruppo di 8 italiani provenienti da Wuhan, la regione focolaio del Coronavirus. Dopo i primi controlli sono stati portati all’ospedale militare del Celio a Roma, per essere messi in quarantena. Nel gruppo ci sono anche due neonati, un bimbo e una bimba. Tra loro manca solo lo studente di 17 anni Niccolò, studente di Grado rimasto in Cina, ancora alle prese con la febbre.
IL BOLLETTINO MEDICO DELLO SPALLANZANI RASSICURA: TUTTI I TEST RELATIVI AL CORONAVIRUS SONO NEGATIVI
Così lo Spallanzani nel bollettino quotidiano di aggiornamento sul virus: “Sono stati valutati, a oggi, presso la nostra accettazione 53 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Di questi, 36 risultati negativi al test sono stati dimessi. Diciassette pazienti sono tuttora ricoverati. Tre sono casi confermati (la coppia cinese attualmente in terapia intensiva e il giovane proveniente dal sito della Cecchignola); 12 sono pazienti sottoposti a test per la ricerca del nuovo coronavirus in attesa di risultato; 2 sono pazienti che, risultati negativi al test per nuovo coronavirus, rimangono comunque ricoverati per altri motivi clinici. Il cittadino italiano, trasferito due giorni fa dalla struttura dedicata della Città Militare della Cecchignola e con infezione confermata da nuovo coronavirus, è in buone condizioni generali e senza febbre. Il paziente continua la terapia antivirale”.
Stamani alle 10.30 a Palazzo Chigi il premier Conte ha convocato un tavolo interministeriale sul Coronavirus. Alla riunione ha presieduto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte insieme ai ministri competenti, tra cui Roberto Speranza e Luigi Di Maio, e il commissario per l’emergenza Angelo Borrelli.
Una task force per studiare una serie di misure a sostegno delle imprese per far fronte all’impatto economico dell’emergenza Coronavirus. “Dobbiamo intervenire per contenere questo impatto”, ha detto una settimana fa il premier Conte incontrando i gruppi parlamentari. “Eventuali interventi dipenderanno dal quadro che emergerà”
I CASI NON CINESI SONO SOLO “LA PUNTA DELL’ICEBERG”
I casi di coronavirus, la cui trasmissione è confermata come avvenuta da persone che non hanno viaggiato di recente in Cina, potrebbero essere “la punta dell’iceberg”: il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, mentre una “missione di esperti internazionali” è partita per la Cina per aiutare il coordinamento della risposta all’epidemia, ha messo in guardia in un tweet che “ci sono stati alcuni casi preoccupanti sulla diffusione del 2019nCoV da persone che non hanno fatto viaggi in Cina”.
“La rilevazione di un piccolo numero di casi potrebbe indicare una più estesa trasmissione in altri Paesi; in breve, potremmo soltanto aver visto la punta dell’iceberg”, ha osservato il numero uno dell’Oms. Se all’estero il contagio sembra aver viaggiato a un passo più lento della Cina, Ghebreyesus non ha escluso la possibilità che ci possa essere un’accelerazione dell’epidemia che ha infettato più di 40.000 persone e causato 908 morti in Cina. “Il contenimento resta il nostro obiettivo, ma tutti i Paesi devono usare la finestra dell’opportunità creata dalla strategia di contenimento per prepararsi al possibile arrivo del virus”, ha aggiunto ancora. Fuori dalla Cina ci sono state più di 350 infezioni suddivisi in quasi 30 tra Paesi e regioni.
Non cambia intanto la linea che riguarda lo stop ai voli per e dalla Cina.
Lo sottolinea dalle colonne del Corriere il ministro della Salute Roberto Speranza: le relazioni diplomatiche sono rilevanti e le questioni economiche fondamentali, spiega, ma il diritto alla salute è più importante ancora. E aggiunge che l’allarmismo è sbagliato, ma si deve tenere una soglia di attenzione molto alta.
Nel frattempo quarto caso di contagio da coronavirus nel Regno Unito. Lo rende noto Chris Whitty, chief medical officer for England, precisando che gli esami condotti su un paziente testato in Inghilterra sono risultati “positivi” e che la persona è stata trasferita in un centro specializzato del Royal Free Hospital: il suo contagio è avvenuto in Francia, dove altri 5 cittadini britannici in vacanza in Alta Savoia erano stati infettati dal virus cinese in loco, a causa di contatti con un altro turista che l’aveva contratto a Singapore. Witty assicura che il sistema sanitario britannico continua a garantire misure “robuste” contro l’ulteriore diffusione del virus cinese e sta cercando di rintracciare sia entrato in contatto con i contagiati.
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