E’ di pochi giorni la notizia della bimba senegalese risultata positiva al Covid-19. Nelle ultime ore, sono risultati positivi anche alcuni parenti. Ora, a Cosenza, le polemiche sono tante.
La piccola ha 4 anni e, secondo quanto ricostruito, avrebbe dovuto sottoporsi ad un intervento chirurgico negli scorsi giorni ma dopo il risultato del tampone è stata rimandata a casa con l’indicazione data ai genitori di sottoporsi a quarantena. La task force dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, allertata dalla struttura che aveva effettuato il tampone pre-ricovero, si è subito attivata per ricostruire la catena dei contatti, inclusi i genitori. Quest’ultimi però si sono rifiutati di fare qualsiasi test ritenendo di non essere contagiati, soprattutto dopo un test pungidito risultato negativo e considerato sufficiente.
Dopo varie discussioni e l’intervento delle forze dell’ordine, i testi si sono effettuati ed è di poche ore la notizia che ci sono 8 nuovi contagiati, tutti asintomatici, 9 inclusa la bimba, appartenenti alla comunità senegalese di Cosenza
Sull’accaduto è intervenuto anche il sindaco della città, Mario Occhiuto, il quale su Facebook ha dichiarato:

Cosenza, che dal primo giorno è stata tra le poche città a rispettare le norme anti-contagio, sta nuovamente vivendo momenti di paura e terrore. Nonostante le polemiche causate per la provenienza dei 9 contagiati, Cosenza si è sempre distinta come comunità unita. Ma che che ha sempre detto ‘NO‘ a qualsiasi forma di Razzismo. Ed è proprio per questo che in momenti come questi, le numerose manifestazioni d’affetto nei confronti degli amici delle comunità straniere, debbano diventare realtà.
Perché non c’è provenienza che regga davanti alla sofferenza e alla tenera età di una bambina che ha trovato ‘asilo’ in una città piena di speranza e che, anche con poco, può aiutarla a sentirsi meno ‘sola‘.
Vai al contenuto




