Banner Conad

Cosenza Calcio: grande con le grandi, piccolo con le piccole

Legge matematica: cambiando l’ordine degli addendi il prodotto non cambia. Legge del derby: cambiando i protagonisti il risultato non cambia.

Si faccia avanti chi ha la risposta alla domanda da un milione di dollari: perché il Cosenza non riesce a battere il Catanzaro al “S.Vito Marulla” da 33 anni? Un dato è evidente, i lupi soffrono maledettamente la pressione e il peso del fardello che incombe su di loro. Più degli storici rivali sono costretti a ricercare la vittoria per spezzare il maledetto incantesimo. E questo non gli permette mai, da tempo, di tradurre sul campo la superiorità tecnica.

Calamai spreca una clamorosa palla gol (ph. IlCosenza.it)
Calamai spreca una clamorosa palla gol (ph. IlCosenza.it)

Ogni pareggio del Catanzaro in terra bruzia è vissuto quasi come una vittoria, come l’ennesima occasione per urlare in faccia agli avversari la loro infinita imbattibilità. Ogni pareggio del Cosenza getta nello sconforto un’intera tifoseria, animata alla vigilia dalla speranza che possa essere finalmente la volta buona.

La squadra di Braglia è entrata in campo con la chiara volontà di farsi rispettare e nel primo tempo non ha perso occasione per rispondere colpo su colpo alle provocazioni degli avversari. E forse ha esagerato: bene mantenere il petto in fuori, male essere caduti nella trappola dei giallorossi, mister Pancaro non aspettava altro.

I silani, aiutati da un terreno di gioco ora in condizioni accettabili, avevano uno e un solo obiettivo: giocare a calcio, e farlo in maniera ordinata e razionale. E invece no, perché Palmiero non è mai riuscito ad entrare nel vivo dell’azione, scavalcato sistematicamente da inopinati lanci lunghi.

Il giovane napoletano è rimasto negli spogliatoi a fine primo tempo ma la musica non è cambiata. Nell’agonia dei restanti minuti di gioco non hanno funzionato né la soluzione con Mungo alle spalle di Perez e Tutino, né il successivo tridente col solito evanescente ed impalpabile Baclet.

Braglia non ha accampato scuse: “Una partita brutta in cui abbiamo giocato praticamente mai, non abbiamo messo palla a terra”. A quattro giornate dal termine della regular season è chiamato a raccogliere punti pesanti a Lentini e nella ormai prossima stracittadina con il Rende.

Uno dei tanti momenti di nervosismo del match (ph.Mannarino)
Uno dei tanti momenti di nervosismo del match (ph.Mannarino)

Proprio in quella occasione serviranno idee e soluzioni alternative: se l’attacco rossoblu ha sbattuto sul muro di Akragas e Catanzaro, al netto dei numeri tra le difese più trafitte del campionato, figuriamoci quanto sarà complesso far male ai cugini biancorossi, secondi solo a Catania e a Lecce per quantità di reti subite.

Si può dire che questo Cosenza abbia le parvenze di un camaleonte: indossa il miglior vestito al cospetto delle big, poi gioca da squadretta con le cenerentole del campionato. Come chiosa un dato allarmante: dal 21 gennaio ad oggi il Cosenza non ha mai centrato il successo di fronte al pubblico di casa, mentre l’ultimo gol realizzato, peraltro su calcio di rigore, risale al 19 febbraio, data del derby in notturna con la Reggina.

Immagine di copertina dell’articolo IlCosenza.it.

Condividi questo contenuto