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Top & flop: le pagelle di Cosenza-Catanzaro

Il migliore in campo scelto dai followers di “Lupi si nasce” è MANUEL PASCALI: il totale dei votanti è stato di 164; in 120 (il 73%) hanno espresso la loro preferenza per il difensore rossoblu; i restanti 44 (il 27%) hanno optato per DAVID OKEREKE.

SARACCO s.v.

IDDA 5,5 (Umile): Immancabili i suoi svarioni, così come immancabile è la sua partita agonisticamente gagliarda. Alla fine è cosciente dei suoi limiti tecnici (mica è nu trequartista) e si affida alla macelleria, al lancio lungo e aru spazzu in tribuna.

DERMAKU 6 (Solido): Attento e preciso su ogni palla. Non lascia nulla al caso e si porta a casa la sufficienza. Ma u sapimu ca u Cusenza è buanu arriati.

PASCALI 6,5 (“Unn’è milanese, è d’a Riforma”): Con 11 Pascali il Cosenza avrebbe demolito il Catanzaro. Interpreta ed esegue alla perfezione il sentimento cosentino nel derby (l’unico c’ha capito cumu si ioca sa partita). Va anche vicinissimo al gol con una spettacolare sforbiciata che si infrange sul portiere cozzolaro.

Manuel Pascali: ha annullato Infantino (ph. IlCosenza.it)
Manuel Pascali: ha annullato Infantino (ph. IlCosenza.it)

CORSI 4 (Perfetto): Sa sempre quando è il momento di salire e di proporsi in fase offensiva (al contrario i certi terzini ca invece rimananu nchiuvati arriati). Scodellerebbe anche molti cross precisi per gli attaccanti se solo il vento portato a Cosenza dai cozzolari non ne cambiasse le traiettorie.

BRUCCINI 4 (Impeccabile): Sale in cattedra da vero professore. Dirige l’orchestra in maniera eccellente. Non sbaglia un passaggio. Se il campo non fosse stato infame, avrebbe anche tirato da fuori e segnato. Sarà per la prossima.

PALMIERO 3 (Faro): Prende per mano la squadra. Tuttavia, inspiegabilmente Braglia lo sostituisce dopo appena 45 minuti di gioco. Misteri del calcio.

CALAMAI 4 (Stratosferico): La squadra è sempre compatta e brillante in zona gol soprattutto per merito suo. Avrebbe anche fatto gol se solo l’uomo invisibile non gli avesse levato il pallone dal piede all’altezza del dischetto del rigore. Dannato uomo invisibile du cuazzu!

D’ORAZIO 4 (Imprendibile): Se Infantino non gli avesse rifilatu nu pugnu aru cuzziattu, avrebbe creato sempre la superiorità numerica e sarebbe arrivato facilmente sul fondo per crossare. È tuttavia ugualmente padrone assoluto della fascia sinistra.

MUNGO 3 (Furetto): Quando è in giornata, non ce n’è per nessuno. Aggredisce con ingordigia ogni pallone, crea superiorità numerica ed è sempre il primo a recuperare. Se l’arbitro non lo avesse ammonito dopo pochi minuti di gioco, riducendone di molto il potenziale offensivo, sicuramente avrebbe risolto la gara con una delle sue magiche doppiette. Comunque, derby da incorniciare.

PEREZ 3 (Bomber): Era da tempo che non si vedeva dalle parti del “Marulla” un attaccante con un simile fiuto del gol. Un pericolo costante per la retroguardia del Catanzaro. Sarebbe già a quota 25 gol se solo non ci fossero quei dannati difensori e quei dannati portieri.

DALLA PANCHINA

TUTINO 4 (Fulmineo): È stato così rapido che proprio non lo si è visto giocare. Sono sicuro però che abbia fatto una bella partita ed abbia creato grossi pericoli alla difesa giallorossa. A fiducia iamu.

Mirko Bruccini nell'unico spunto positivo della gara (ph. IlCosenza.it)
Mirko Bruccini nell’unico spunto positivo della gara (ph. IlCosenza.it)

OKEREKE 4 (Magnanimo): Se avesse fatto gol allo scadere, sarebbe crollato lo stadio. Per cui, decide i su fumà pi unn’avì su disastro supa a cuscienza. Infondo, avrebbe soltanto rotto l’incantesimo del derby. E nua cumu putiamu sta senza essa pigliati pi fissa i chiri quattru pellegrini?

BACLET 3 (Decisivo): Il suo ingresso in campo cambia il derby: da incontro di boxe a partita di pallanuoto. Se soltanto non fosse stato per la forza di gravità che lo costringe a stare rasoterra, lo avremmo visto librarsi in volo e spaccare con una rovesciata la porta del Catanzaro. Nunc est bibendum.

RAMOS s.v.

All. BRAGLIA 3 (“Ancora i soluzioni adi trovà? Curi cazzi!”) : Regala il primo tempo al Catanzaro schierando una squadra priva di peso offensivo. Così facendo trasmette ai suoi giocatori ansia e senso di inferiorità rispetto a degli avversari certamente non irresistibili e del tutto rinunciatari in fase offensiva. Fatto sta che, mentre i lupi erano impegnati coi lanci lunghi e a fa a mossa ca loro eranu tuasti e ca ci tenianu aru derby, mantenendo un atteggiamento da duri ma fine a se stesso, il Catanzaro ha addirittura palleggiato. La ripresa poi è stata più brutta del primo tempo: senza un briciolo di idea di calcio. Durante il match sono arrivate anche tre occasioni buone per far gol (sforbiciata di Pascali, rigore in movimento fallito da Calamai e pallone ciccato clamorosamente da Okereke solo davanti al portiere avversario) ma si è trattato di episodi frutto del caso e non conseguenza di manovre razionali.

Il Cosenza in casa soffre tanto le squadre che giocano e si chiudono per il punto (si vedano le partite contro Siracusa, Reggina, Akragas e lo stesso derby) ma, se fino ad oggi potevano opporsi gli argomenti del campo indecoroso, dell’arbitraggio scandaloso e del pubblico esigente e pressante, qual è l’attenuante adesso, u primu cavudu? Si mo a scusa è u clima, Guarascio accattassa i climatizzatori. La verità è che questa squadra ha evidente limiti, in primis caratteriali. Intanto, non aspettiamoci il grande pubblico, i siamila l’amu visti mo…e chissà mo quannu ci vo pi i vida torna.

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