I pesanti strascichi del ko al “De Simone” potrebbero costare cari al tecnico rossoblu. Braglia il nome caldo per un’eventuale successione
Un fallimento su tutta la linea: la pesante sconfitta del Cosenza a Siracusa non ammette repliche, troppe 4 reti sul groppone per cercare scusanti. Mentre nelle recenti occasioni si poteva recriminare per le singole disattenzioni che avevano pregiudicato l’andamento dell’intera partita, per i miracoli dell’estremo difensore avversario, per gli episodi sfavorevoli e altro, la Waterloo di sabato è più che meritata e rispecchia fedelmente l’andamento dei 90 minuti.

La squadra di Fontana è apparsa sfilacciata, svuotata, senza idee né mordente: è pian piano sparita dal terreno di gioco dopo aver sferrato due colpi nei primi minuti che sembravano aver risolto gran parte dei problemi. Si poteva e si doveva volare sulle ali dell’entusiasmo, del gioco e dei gol ritrovati e invece si è materializzato ciò che nessuno in quel momento si sarebbe aspettato, soprattutto chi godeva ancora della speranza di poter finalmente vedere un bel Cosenza una volta che la strada si fosse messa in discesa, e quale strada più agevole da percorrere di un doppio vantaggio in campo avverso dopo soli 13 minuti di gioco? Onore ai siciliani allenati da Bianco, che non hanno mai smesso di crederci e, nonostante l’avvio shock, hanno ripreso a correre come se nulla fosse successo, riducendo lo svantaggio con Grillo e agguantando il pareggio al minuto 37 grazie al preciso fendente di Catania, lasciato libero di controllare il pallone al limite dell’area di rigore, avanzare indisturbato e prendere la mira.
A quel punto è subentrata la confusione, a nulla è servito l’intervallo per riorganizzarsi e sistemare le idee, perché i silani non si sono mai resi pericolosi dalle parti del portiere Tomei, eccezion fatta per un palla vagante sulla linea di porta sulla quale Baclet ha tardato colpevolmente ad arrivare, facendosi anticipare dalla difesa aretusea. C’ha messo del suo anche mister Fontana, variando assetto più volte nell’arco di pochi minuti con la conseguenza di aver destabilizzato un’organizzazione di gioco già di per sé precaria, e tirando fuori dal cilindro sostituzioni a dir poco cervellotiche e dettate da non si sa quale esigenza (l’ingresso in campo di Pinna per Caccavallo ha lasciato basiti). A quel punto vedere lo sgusciante Sandomenico approfittare degli svarioni colossali della difesa (e di tutti gli undici) rossoblu non ha stupito proprio nessuno.

È finita 4-2 e peggio non ci si poteva aspettare, perché doveva essere la partita della svolta e invece è stato un tracollo. Come e da cosa ripartire davvero non si sa: il gruppo mostra, dopo sole 5 partite, preoccupanti segnali di cedimento tattico, fisico e psicologico. La prestazione offerta dai rossoblu al “De Simone” ha scoraggiato un pò tutti, tifosi e addetti ai lavori, per i passi indietro evidenziati. In ragione di tutto ciò, e in vista del prossimo proibitivo impegno con il Catania del duo Lucarelli – Lo Monaco, la società di viale Magna Grecia starebbe pensando al cambio in panchina. Il patron Guarascio e il ds Trinchera stanno maturando una decisione: se si dovesse propendere per l’allontanamento di Fontana il candidato numero uno per subentrare alla guida dei silani dovrebbe essere Piero Braglia, che ha già lavorato con Trinchera a Lecce qualche stagione fa. Sondato anche Massimo Drago ex tecnico del Crotone e Cesena in serie B. Nel caso in cui si virasse su altri profili e alla fine uscisse un nome a sorpresa, si tratterebbe comunque di un allenatore di grande esperienza, abituato a gestire situazione difficili come quella attuale in riva al Crati. Attese novità in giornata, al massimo domani mattina.
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Immagine di copertina dell’articolo Taccardi.
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