Il Consiglio di Stato ha ribaltato il giudizio del Tar ed ora la lista “Cosenza popolare” dei fratelli Pino e Tonino Gentile torna in campo per Paolini sindaco
Nella serata di ieri la sentenza dell’organo collegiale, che ha accolto il ricorso avanzato dall’avvocato Giovanni Spataro, ha riammesso la lista “Cosenza Popolare” al fianco di Enzo Paolini

L’esclusione della lista “Cosenza Popolare” era stata motivata col fatto che gli aspiranti consiglieri comunali firmarono l’atto di accettazione della candidatura su moduli del 2011 che non contemplano le prescrizioni della legge Severino in materia di incandidabilità.
Ma secondo il ricorso dell’avvocato Giovanni Spataro, dunque accolto, all’origine dell’esclusione c’era un «errore formale, poiché i candidati nel produrre la dichiarazione attestante l’insussistenza delle ipotesi di incandidabilità hanno fatto riferimento all’articolo 58 Testo unico enti locali (abrogato) anziché all’articolo 10 della legge Severino».
“Noi – ha affermato nei giorni scorsi il legale di “Cosenza Popolare” Giovanni Spataro – continuiamo a sostenere che al di là del refuso, quando si fa riferimento a questa norma si fa riferimento anche a quelle successiva. E questo lo sosteniamo ai sensi della legge Severino, ovvero articolo 17, che dice espressamente che i richiami all’articolo 58, cioè quello erroneamente richiamato, ovunque presenti si intendono riferiti all’articolo 10 della legge Severino. E’ evidente che è necessario tutelare i principi del favor voti e favor partecipationis e quindi deve prevalere la sostanza sulla forma. La sanzione prevista dalla legge Severino, ovvero la cancellazione della lista, si ha solo nel caso in cui manca la dichiarazione prescritta dalla legge. Nel nostro caso, volendo superare il primo punto – ossia il rinvio mobile – si può affermare che la nostra documentazione era incompleta, ma comunque era stata presentata. Non si possono mettere sullo stesso piano, al di là dei tecnicismi, chi è effettivamente incandidabile con chi non è incandidabile ma ha solo sbagliato nel fare una dichiarazione. Questo provvedimento della Commissione elettorale cozza contro i principi costituzionali e quelli di derivazione comunitaria”.
“Prima di ricevere la comunicazione di esclusione -aveva detto l’avvocato- i candidati hanno integrato dinanzi alla commissione elettorale le dichiarazioni con il richiamo alla legge Severino così come previsto dall’articolo 33 della legge 570 del 1960 che regola la materia in questione”.
Ecco i candidati della lista riammessa: Francesca Amendola, Massimo Apa, Pierpaola Arnieri, Andrea Bavilla, Giovanni Bellizzi, Cristian Bevilacqua, Anna Cadavero, Sandro Cipparrone, Manuele Corrao, Danilo Dieni, Luigi Donato, Antonio Giovanni Gabriele, Gabriele Gallo, Francesco Granata, Maria Stefania Lettieri, Massimo Lo Gullo, Enrico Longo, Francesca Malizia, Valentina Midulla, Francesco Milito, Samantha Misasi, Giuseppe Montaldista, Pietro Muoio, Aldo Palermo, Francesco Perri, Vittoria Piccolo, Fabiola Scarcello, Francesco Schirinzi, Wanda Scrivano, Antonella Spadafora, Francesco Vilardi.
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