È stata ricordata la memoria del giudice palermitano che perse la vita il 19 Luglio di trentadue anni fa, nella strage di Via D’Amelio, sotto casa della madre e della sorella.

Si è rammentato come Borsellino, nonostante sapesse la fine che lo aspettava, non smise di impegnarsi al massimo in quei 57 giorni successivi alla strage di Capaci. Sarebbe stato un ottimo presidente della Repubblica perché nessuno come lui, in Italia, incarnava l’esempio della legalità.
Infatti il Movimento Sociale espresse il suo nome con decine di voti a suo favore. I militanti hanno anche ricordato l’appartenenza al Fuan del giudice e hanno citato una sua frase celebre: “Se la Gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa Mafia svanirà come un incubo”.
E quella gioventù, disposta a negarglielo, si trovava proprio lì, per seguire il suo esempio. Come figura istituzionale era presente la presidente della prima commissione consiliare Luciana De Francesco insieme al Senatore Fausto Orsomarso, al coordinatore provinciale Angelo Brutto, al dirigente provinciale Eugenio Trombino e al coordinatore cittadino Sergio Strazzulli.
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