Scherzi del calendario, curiose coincidenze che riportano al passato. Ricordi di un sogno svanito sul più bello.
Il caldo sole del “San Vito” infiammava l’ardore del popolo rossoblù; quello del “Via del Mare“, solo una settimana dopo, lo inaridiva. Si giocavano nell’ordine Cosenza – Palermo, valida per la penultima giornata del campionato di Serie B 1991/1992, e Lecce – Cosenza, epilogo del torneo cadetto. Le date, quelle, come l’esito dei due match, non le ha dimenticate proprio nessuno da queste parti: 7 e 14 giugno.
A distanza di 27 anni si ripropone la stessa sequenza. In palio, per i lupi, c’è un obiettivo diverso da quello di allora, ma ugualmente importante. All’epoca il Cosenza di Edy Reja lottava per conseguire una storica promozione nella massima serie; oggi quello di Piero Braglia battaglia per mantenere una categoria che, allo stato attuale delle cose, rappresenta un patrimonio inestimabile per la Cosenza sportiva, reduce da 15 anni di anonimato nelle categorie inferiori.

Alla vigilia della gara con il Palermo la compagine rossoblù era appaiata all’Udinese al quarto posto in classifica. Un “San Vito” riempito da oltre 15 mila tifosi festanti assisteva ad una vittoria schiacciante dei propri beniamini. Finì 3-0: la doppietta di Biagioni, intervallata dal sigillo di Ciccio Marino, rispedirono a casa i rosanero, allenati dall’ex tecnico dei lupi Gianni Di Marzio, con le pive nel sacco.
Potevano così iniziare i preparativi per l’oceanica trasferta che avrebbe poi portato in Salento più di 12 mila cosentini speranzosi di tornare quantomeno con lo spareggio promozione in tasca.
I numeri non saranno gli stessi nelle prossime due gare, che si giocheranno a stretto giro di boa. Centottanta minuti condensati nell’arco di quattro giorni. E se invece fosse l’esito ad essere uguale? Certo, incamerare tre punti al cospetto di compagini così altolocate non sarebbe da buttare via. Non è però il momento di fare calcoli. Sarà anche una frase fatta, un ritornello trito e ritrito, ma quanto mai pertinente in questi casi: meglio pensare partita dopo partita.
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