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Cosenza, protesta dei Patronati contro i tagli del governo

Oggi, lunedì 7 dicembre, protesta ufficiale dei Patronati provinciali di Cosenza che consegneranno anche una lettera al Prefetti per contestare i tagli previsti dal governo

PatronatiOggi, 7 dicembre, è giornata di mobilitazione per i Patronati e Caf della Calabria della provincia di Cosenza che protestano contro i tagli previsti dalla legge di stabilità 2016 e che potrebbero mettere a rischio la gratuità dei servizi colpendo quindi i cittadini più deboli.
Rimarranno chiusi per l’intera giornata i Patronati e i Caf di Cgil, Cisl, Uil e Acli dell’intera Calabria, quindi anche della provincia di Cosenza e sono in programma presidi davanti alle sedi della Prefettura, dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate per informare e sensibilizzare i cittadini. Lo scopo, come sottolinea Francesco Piro (direttore provinciale Inca Cgil Cosenza), è quello di protestare contro il governo, tanto che verrà consegnata una lettera ufficiale al Prefetto, Gianfranco Tomao, firmata dall’Inca Cgil, dall’Inas Cisl, dalla ItalUil e dall’Acli.
Si contestano i tagli, per il secondo anno consecutivo, sul Fondo Patronato che propone nella legge di stabilità 2016 una decurtazione di 28 milioni che si aggiunge a quella di 35 milioni di euro del 2015, alla riduzione di 90 milioni operata dal 2010 al 2013 e a quella ulteriore di 224 milioni in programma fino al 2018. “Una serie di sforbiciate – dice Piro – che rischia di compromettere il funzionamento dei Patronati e la gratuità dei servizi. Per questo motivo, Inca Cgil, Inas Cisl, ItalUil e Acli chiedono al prefetto di farsi portavoce con il Parlamento. L’obiettivo è quello di cancellare dalla legge di stabilità il taglio di 28 milioni già approvato dal Senato, di eliminare le decurtazioni previste per i prossimi anni, di rilanciare la figura dei Patronati, unici soggetti in grado di rispondere alle esigenze di tutti i cittadini, a partire da quelli con maggiori condizioni di bisogno”.
Nella lettera viene anche chiesto il rilancio dei Caaf e la cancellazione del tagli di 100 milioni contemplato nella legge di stabilità 2016. In caso contrario è in pericolo la sopravvivenza stessa dei Caf, con pesanti ricadute soprattutto per i ceti deboli e gli anziani”.

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