La governance del calcio ha deciso in maniera ferma di far ripartire tutti i campionati professionistici : serie A e serie B ripartiranno il 20 giugno, in lega pro si attendono ancora date certe per concludere la stagione tramite playoff e playout
Poco più di 20 giorni e Corsi e compagni torneranno in campo per giocarsi le residue chances di salvezza, 10 partite da disputare e giocare alla morte. Ma la domanda da porsi è… come ci arriva il Cosenza alla ripresa del campionato ?
Questione stadio/allenamenti : I cancelli dello stadio “Marulla” fino ad oggi 28 maggio non sono stati ancora aperti nè per consentire ai calciatori allenamenti individuali nè di gruppo. Una situazione davvero incresciosa che il presidente Guarascio non può più rimandare, assurdo far allenare la squadra ancora nei parchi cittadini. Tutte le compagini di serie A e B sono ritornate alla spicciolata ad allenarsi nelle loro strutture, il Cosenza è ancora l’unica squadra a non averlo fatto!
Questione allenatore: dovrebbe essere Roberto Occhiuzzi a guidare la squadra nelle ultime giornate di campionato, ma ancora dopo quasi tre mesi di stop forzato non è arrivato nessun annuncio ufficiale da parte della società.
Questione calciatori : ancora non tutti i calciatori silani sono stati sottoposti al tampone, solo un primo gruppo, gli altri lo faranno nei prossimi giorni. Mancano all’appello ancora i tre francesi, Rivière, Machach e Bahlouli. Qualcuno sostiene che torneranno a Cosenza dopo il 3 giugno, nella sostanza dei fatti nessuno sa quando faranno rientro nella nostra città per mettersi al passo con i compagni di squadra.
Questione contratti in scadenza il 30 giugno : moltissimi calciatori del Cosenza sono in prestito o in scadenza alla fine di giugno. In assenza ancora di linee guida certe, nessuno vieterebbe loro alla naturale scadenza del contratto di fare le valigie e andare via da Cosenza, salvo che qualcuno, in tempi molto rapidi e senza perdere altro tempo prezioso, ridiscuta con loro non solo la proroga temporale del nuovo accordo ma anche il pagamento degli stipendi rimasti in arretrato per il lungo lockdown.
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