Derby dagli scarsi contenuti tecnici, meglio la Reggina ai punti. Per la squadra di Roselli un pareggio che muove la classifica.
Non è stata una gran partita, non è stato un buon Cosenza. Sono bastati i primi minuti di gioco a far capire quale sarebbe stato l’andazzo del terzo derby stagionale per i rossoblu. Padroni di casa aggressivi fin da subito, pressing alto sui portatori di palla non pervenuti dei lupi (il solo Ranieri nel primo tempo si è abbassato spesso sulla linea dei difensori per smistare qualche pallone, poi nella ripresa il cambio con Capece ha di fatto messo fine alle già scarse velleità di possesso palla ospite). Reggina in stile Zeman, tre punte a dare aria al gioco offensivo ma rispetto alla spregiudicatezza del padre, Karel mette in campo una squadra più oculata.

Nessuna novità nei primi 45 minuti del team di Roselli, è il solito Cosenza sornione che attende l’avversario per farlo sfogare, per mettere a nudo tutto il suo furore agonistico con la chiara intenzione di colpirlo in contropiede al momento giusto. E’ questo che si attendono tutti i sostenitori di fede rossoblu assiepati nel settore ospiti del “Granillo”. A proposito, meritano un giusto tributo i 300 e più che ieri hanno attraversato la Calabria fino allo stretto per fare sentire il proprio sostegno. Tanto tifo e tanto colore a fare da cornice all’opaca prestazione dei propri beniamini, salutati comunque con gli applausi a fine partita. Quella reazione che tutti si aspettavano in realtà non arriva, anzi, le cose si complicano nella seconda frazione di gioco. Il baricentro amaranto si alza, quello dei rossoblu si abbassa pericolosamente. Una ghiotta occasione capitata sui piedi dell’ottimo Bangu spaventa a morte l’undici di Roselli e regala stimoli e fiducia ad una Reggina che, nonostante una netta supremazia territoriale non arriva mai a sporcare i guantoni dell’attento Perina. Citavamo il giovane Bangu, a nostro avviso il migliore in campo per i suoi 90 minuti di corsa e qualità, autentico padrone di un centrocampo dove raramente si sono viste maglie rossoblu. Il tecnico rossoblu tenta di correre ai ripari effettuando le tre sostituzioni a disposizione ma la musica non cambia. A Ranieri subentra Capece, D’Anna prende il posto di Criaco e Baclet concede un pò di riposo a Gambino. Cambiare per non cambiare nulla, non è certo sostituendo un singolo giocatore con il suo alter ego che si può pensare di sovvertire l’ordine delle cose.
Il Cosenza continua a stentare, scaraventando la sfera a casaccio nella terra di nessuno, in quella trequarti avversaria dove non c’è traccia di vita rossoblu. Allo scadere poi quello che non ti aspetti, per la prima volta si fa capolino dalle parti di Sala e potrebbe risultare l’occasione giusta. E’ il 93′ quando un Baclet apparso ancora in ritardo in condizione giostra un buon pallone in area di rigore per poi scodellarlo col contagiri sulla testa di Caccetta, l’inzuccata del capitano però è una telefonata, il portiere Sala ringrazia e abbranca in presa senza difficoltà. Il numero 8 spreca così l’opportunità di entrare a pieno titolo nel mito, dopo aver castigato il Catanzaro con una doppietta stendere la Reggina al “Granillo” inviolato da 59 anni gli avrebbe consegnato le chiavi della città. Finisce con un pari, un punto sofferto che in giornate come questa fa comunque classifica.
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