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Cosenza, un pomeriggio di ordinaria follia a lieto fine

E’ una storia triste quella che si è consumata ieri nella clinica del Sacro Cuore di Cosenza, ma è una storia con un lieto fine. Sofia da ieri è la figlia di tutti i cosentini, ma quanta paura e quanta unione pur di far ritornare sana e salva la neonata letteralmente “scippata” dalla madre naturale.

Neonata rapita a Cosenza

Ma cerchiamo di riavvolgere il nastro e mettere ordine ad un fatto di cronaca che ha sconvolto l’intera città. Sulla bacheca di Facebook giorno 8 gennaio Rosa Vespa scrive: “Dopo tanta attesa il nostro miracolo è arrivato. Alle ore 20.00 di oggi è nato Ansel. Mamma e Papà ti amano”.

Non è nato nessun bambino a Rosa e da quel momento in poi lei è andata di testa e disegnato la sua storia per giorni, settimane, fino ad arrivare alla devastante pagina di cronaca di ieri. Nella testa di Rosa quel bambino era già nella sua cameretta della casa di Castrolibero, ma di fatto soltanto ieri con sangue freddo e una grandissima dose di follia e incoscienza si è introdotta nella clinica Sacro Cuore, riesce a fingersi infermiera, entra nella stanza della mamma di Sofia e scappa via con il marito Aqua Moses che era sotto ad aspettarla. C’è la telecamera della clinica privata che riprende la scena.

Ed è tutto chiaro, limpido, trasparente. Sembra un film, ma è soltanto una storia triste che facciamo fatica anche a raccontare. Da quel momento in poi Cosenza si unisce. I telefonini di tutti i cittadini diventano delle vere e proprie “torce”, bisogna cercare Sofia a tutti costi e farla ritornare nelle braccia della madre. Quella immagine, ripresa dalla telecamera, viene messa sui social. E’ un tam tam veloce con scambio di notizie e informazioni. Sofia è la figlia di Cosenza e dei cosentini ormai e si deve ritrovare costi quel che costi. Intanto, nella casa di Castrolibero di Rosa Vespa e Aqua Moses, si consuma un dramma nel dramma. Rosa organizza una vera e propria festicciola con tanto di confetti e casa addobbata.

Sofia è vestita da maschietto, entrano i parenti, baci e abbracci. Fuori quella casa, in tutta Cosenza, c’è un manicomio, tutti alla ricerca della bambina.

Dentro quella casa la pace sarebbe stata rotta da uno dei parenti. La festa in casa si trasforma in tragedia, anche perché i telefonini dei parenti ricevono minuto dopo minuto immagini, parole, suoni. A quel punto, crolla il mondo. Arriva la Polizia.

La bambina sta bene, è nella sua culla, in fondo festeggiata fino a pochi minuti prima, marito e moglie sono arrestati. La corsa dell’ambulanza in clinica, l’applauso della folla che davanti al Sacro Cuore era ormai diventata una folla da stadio.

I nonni di Sofia raccontano tutto davanti a telecamere, giornalisti e fotografi, ci sono tanti altri dettagli, ma abbiamo cercato di dare la prima fotografia di una giornata che vedrà altri pezzi e tanti altri particolari di un dramma senza fine.

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