Era arrivata in Italia dall’Ucraina con la sua famiglia lo scorso 26 febbraio per sfuggire alla guerra, ma ha trovato la morte a Crotone, lungo la strada provinciale 22.

Questo è quanto avvenuto domenica sera alla piccola Taisiia Martseniuk.
La bimba era ospite, con la mamma 29enne ed il fratellino più piccolo, della zia materna che vive da tempo a Crotone, città in cui lavora, dipendente di un agriturismo poco distante dal luogo dell’incidente.
Al momento dell’accaduto la bambina si trovava insieme a sua cugina, una ragazza ucraina di 17 anni, e ad un ragazzo crotonese di 16 anni.
Un’auto, un furgone Fiat Doblò che proveniva dalla stessa direzione, li ha travolti provocando la morte della piccola ed il ferimento, non in modo grave, del ragazzo, che è stato ricoverato nell’ospedale di Crotone.
Illesa l’altra giovane che si trovava con loro.
All’interno del veicolo si trovavano un uomo di 45 anni ed il figlio, un giovane di 18 anni.
Quest’ultimo era in possesso solo il foglio rosa ed era già stato fermato per guida senza patente nell’agosto 2020 e nel mese di marzo.
In un primo momento il padre ha provato a prendersi la responsabilità dell’accaduto, affermando che c’era lui alla guida dell’auto al momento dell’impatto.
La sua dichiarazione è stata smentita dalle indagini dei carabinieri.
Da queste ultime è emerso, infatti, che alla guida del furgone c’era il giovane 18enne.
Quest’ultimo avrebbe volutamente provocato l’incidente a causa di screzi avuti con il sedicenne italiano, fidanzato con la diciassettenne ucraina cugina della vittima, alla quale anche il conducente era interessato.
I carabinieri del comando provinciale di Crotone hanno così notificato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio stradale aggravato in concorso, emessa dal gip, per il giovane.
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