Il Cosenza era già sull’orlo del precipizio e Delio Rossi, con il suo Lecce, non fece altro che assestare l’ultimo colpo, quello letale, dare solo una leggera spintarella perché i rossoblù cadessero nel baratro.
È una tiepida serata primaverile di maggio dell’anno 2003. Come un malato terminale che conosce da tempo il suo triste destino, la squadra rossoblù affronta gli ultimi impegni di campionato con il morale sotto i tacchi. La situazione societaria è pressoché disastrosa da quando il patron Pagliuso è finito dietro le sbarre nell’ambito dell’operazione denominata “Lupi”. Quella di classifica segue di pari passo.

Si respira aria pesante in riva al Crati. C’è uno spirito di profonda rassegnazione che pervade la Cosenza sportiva. Lo zoccolo duro della tifoseria però non vuole che si lasci nulla di intentato. Nei giorni antecedenti il match fa capolino negli spogliatoi del “San Vito” per chiedere ai giocatori un ultimo strenuo tentativo di ribaltare i pronostici. Fosse anche per dare un dispiacere ai rivali del Lecce, lanciatissimi verso la promozione nella massima serie.
Delio Rossi e i suoi ragazzi sono sospinti dalla marea giallorossa presente in curva Nord. Panorama desolante invece per il collega Antonio Sala, richiamato in panchina dopo gli esoneri di Mondonico prima e Salvioni poi. Sulla sponda opposta infatti sono in pochi intimi: gli irriducibili, i fedelissimi. Sarà una serata di grazia per il giovane astro nascente Mirko Vucinic. Sua la rete del vantaggio al minuto 7, suo anche il colpo di testa che riporta avanti i salentini dopo il momentaneo gol del pari siglato da Lentini.
Il fischio finale condanna i silani alla retrocessione matematica in Serie C. Euforia in casa Lecce. Sette giorni più tardi, dopo aver liquidato il Palermo con un secco 3-0, sarà festa nella città di Sant’Oronzo.
A 17 anni di distanza da quel sabato nefasto per i colori rossoblù, Delio Rossi, subentrato da poche settimane alla guida dell’Ascoli, incrocia nuovamente il Cosenza. Il bilancio del tecnico di Rimini contro i lupi è in perfetto equilibrio: tre vittorie, tre pareggi e tre sconfitte.
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