Il caso della 53enne Ester Comito, morta martedì all’ospedale di San Giovanni in Fiore dopo essere rimasta per molto tempo in attesa della diagnosi e di un ricovero, è al vaglio della magistratura
Ester Comito è morta a 53 anni all’interno del Pronto Soccorso dell’ospedale di San Giovanni in Fiore, dopo un’attesa estenuante e ora i suoi familiari, a cominciare dai due figli, hanno presentato un esposto in Procura.

La donna, residente nello stesso paese, martedì si è sentita improvvisamente male ed è stata portata al Pronto Soccorso perché accusava evidenti problemi di respirazione. Come hanno raccontato i figli, il medico di turno avrebbe disposto immediati accertamenti per scoprire la causa di quel disturbo, ma un primo esame di natura cardiologica sembrava essere rassicurante. Nonostante questo però la donna invece di riprendere una normale respirazione è andata aggravandosi, tanto da essere sottoposta a nuovi esami, ance questi negativi.
E intanto Ester è rimasta sempre al Pronto Soccorso, in attesa di una diagnosi che tardava. Sino a quando, dodici ore dopo il suo arrivo, non è sopraggiunta una seconda crisi che si è rivelata fatale: solo allora infatti la donna è stata trasferita nel reparto di medicina, ma lì è spirata dopo nemmeno mezz’ora anche perché i tentativi di rianimarla si sono rivelati inutili. Il sospetto è quello di un’embolia polmonare, ma serviranno esami approfonditi.
Sulla vicenda però ora indaga la Procura, coordinata dal pm Paola Izzo, dopo che i due figli della donna (che di recente avevano perso prematuramente anche il padre) hanno raccontato fatti e dubbi
ai carabinieri della Stazione di San Giovanni in Fiore. Presto per dire se si tratti dell’ennesimo caso di malasanità, ma intanto i figli di Ester aspettano risposte.
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