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Festival Antonio Vivaldi: successo di pubblico per le tre serate di musica classica tra Sila, Pollino e Cosenza

Tre città, tre cornici d’arte e un unico filo conduttore: la musica come linguaggio universale, capace di unire generazioni, territori e sensibilità diverse. Il Festival Antonio Vivaldi – VIII Edizione 2025, diretto da Alessandro Marano e Margherita Capalbo, ha vissuto un nuovo, intenso fine settimana tra San Giovanni in FioreCastrovillari e Cosenza, confermandosi come una delle rassegne più autorevoli e seguite del panorama musicale calabrese.

Il viaggio è cominciato a San Giovanni in Fiore, nella suggestiva Sala Saverio Marra del Museo Demologico, con il concerto dedicato ai giovani talenti. Protagonisti Gottardo Roberto Iaquinta e Giuseppe Iaquinta, violino e pianoforte, che hanno incantato il pubblico con un programma a sorpresa pensato come un laboratorio di emozione e ricerca, tra repertorio barocco, classico e romantico. Una serata intima, vibrante, in cui la freschezza interpretativa dei due giovani musicisti ha incontrato la profondità di un luogo simbolo della memoria culturale silana.

Sabato, il Castello Aragonese di Castrovillari, “Città Festival”, ha accolto un appuntamento di rilievo internazionale: la prima assoluta mondiale delle “Peças para piano” del compositore brasiliano Elian Thames De Oliveira, eseguite dal pianista Roberto De Leonardis. Attorno a questa nuova pagina, le grandi sonate di Haydn e Beethoven, interpretate da Antonio Di CristofanoGiuliano Adorno e dal Quartetto d’archi dell’Orchestra Sinfonica di Cosenza. Un evento di alta levatura artistica che ha unito la ricerca contemporanea alla grande tradizione del classicismo viennese, nel segno di un dialogo aperto tra passato e presente, identità e innovazione.

Il trittico si è concluso domenica a Cosenza, nella splendida Sala degli Specchi del Palazzo della Provincia, con il concerto “L’eredità del Maestro”. In programma, ancora Haydn e Beethoven, affidati al virtuosismo e alla sensibilità di Antonio Di Cristofano e Giuliano Adorno, affiancati dal Quartetto d’archi dell’Orchestra Sinfonica di Cosenza. Un dialogo pianistico raffinato e profondo, che ha saputo restituire al pubblico la continuità di una tradizione viva, fatta di trasmissione, ascolto e maestria, suggellato da lunghi applausi e da un clima di autentica emozione collettiva. Tre concerti diversi per forma e atmosfera, ma uniti da una stessa visione: quella del Festival Antonio Vivaldi, che continua a raccontare la Calabria come terra di cultura, di talenti e di bellezza condivisa.

“In questi tre giorni – dichiarano i direttori artistici Alessandro Marano e Margherita Capalbo – abbiamo attraversato territori, suoni e generazioni. Dalla giovinezza delle prime esperienze artistiche alla maturità delle grandi interpretazioni, il pubblico ha risposto con calore e partecipazione, dimostrando che la musica classica, quando è vissuta come incontro, è più viva che mai.”

Promosso da Cosenza Autentica APS, con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, dell’AIAM – Associazione Italiana Attività Musicali, e con la collaborazione della Provincia di Cosenza e dell’Orchestra Sinfonica di Cosenza, il Festival prosegue così il suo cammino “dalla Sila al Pollino, fino al cuore della città“, portando la grande musica nei luoghi dell’arte e della storia calabrese.

tre serate di grande musica per il Festival Antonio Vivaldi
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