RENDE (CS) – Non è bastato l’allarme lanciato da Domenico Cimadoro di Rende Cambia Rende alcune settimane fa riguardo la mancata rimozione di rifiuti di ogni tipo dal letto del fiume Emoli nonostante la bonifica dell’aria. Il termine ‘bonifica’, nell’accezione più ampia della lingua italiana, significa “complesso di operazioni che mirano alla neutralizzazione dell’azione degli aggressivi chimici (o di altre cause di grave inquinamento) mediante risanamento di terreni”. Ebbene, questo risanamento non c’è stato del tutto. Sul letto del fiume – nel tratto di Contrada Cutura appena oltrepassata una delle sedi operative della Calabra Maceri – giacciono ancora rifiuti e una montagna di copertoni a neanche un metro dalle sue acque. Basterebbe un naturale ingrossamento, una piccola rottura degli argini per causare lo scivolamento degli pneumatici dentro le acque dell’Emoli.
Non solo, basta passare il piccolo ponte sopra il fiume per accorgersi che, sotto la fitta radura, compare classificato ogni tipo di rifiuto possibile: dalle classiche buste di spazzatura a copertoni di trattori o tir, da televisioni a fili scoperti, schede madre di computer, pezzi di tettoie fino a tricicli per bambini, divani, scarti di costruzioni, plastiche di ogni dimensione e colore. Il campionario dei rifiuti dei rendesi, e non solo, in periferia. La zona è oggetto di discarica abusiva da anni, e il buio e il nullo controllo da parte degli organi di polizia municipale hanno fatto di quest’area una zona off limits.
Allora ci si domanda, ma l’accordo prevedeva solo il taglio degli alberi o anche, lato sensu, la vera pulizia dell’alveo fluviale dai rifiuti e dagli ingombranti? Dopo aver osservato ciò che è rimasto del fiume Linze, senza nemmeno un albero da contorno, è doveroso girare alle autorità competenti o a chi ha effettuato i lavori l’interrogativo sull’accordo che prevedeva la modifica dell’assetto arboreo lungo il fiume o anche la bonifica stessa, oppure se quest’ultima rientrava nei compiti del comune in base a detto accordo. O, ancora, se la pulizia vera e propria sia da addossarsi alla Provincia in quanto trattasi di demanio fluviale.
Intanto si può affermare, con una buona dose di probabilità, che gli interventi al fiume Emoli hanno riguardato solo sulla carta opere di bonifica. Infatti il fiume che scorre a Contrada Cutura si iscrive in un accordo più ampio tra il Comune di Rende e il Consorzio di Bonifica dei Bacini Meridionali del Cosentino del maggio 2017 che aveva a cuore interventi specifici sul verde pubblico. Dopo il Parco Robinson, è stata la volta del torrente Surdo ad essere oggetto di tali lavori in serie, fino a giungere al fiume Emoli negli ultimi mesi del 2018. Bene, ciò che colpisce è il sistematico disboscamento dell’area fluviale messa in atto in ambito dell’accordo. Accordo che, ricordiamo, avrebbe comportato “la realizzazione degli interventi nel territorio mediante la focalizzazione di indirizzi programmatori che rappresentino un concorso di sinergie tendenti al conseguimento di obiettivi unitari sia per il Consorzio che per il comune”. Da quello che sembra occorso in questo punto specifico del fiume, l’obbiettivo di Comune e Consorzio non sembra essere stata la pulizia dagli agenti inquinanti.
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