Francesco Sardella è emigrato da Cosenza a Milano per frequentare l’Accademia della Scala e il Liceo Manzoni con eccellenti risultati nonostante i grandi sacrifici
Non è solo un premio, ma il riconoscimento all’impegno e ai sacrifici di tutti i giorni. Quelli che fa da tempo il cosentino Francesco Sardella che insieme alla compagna di scuola e di ballo Martina Dalla Mora ha ricevuto il riconoscimento come ‘Miglior studente al liceo Manzoni – Teatro alla Scala’.

Già, perché entrambi come racconta il ‘Corriere della Sera‘ si dividono tra un ottimo profitto a scuola, frequentando il quarto anno del Linguistico, e uno altrettanto eccellente come allievi della più prestigiosa scuola di ballo italiana, quella del Teatro alla Scala. Una vita di sacrifici, la loro: alla mattina Al mattino in sala ballo, per il loro duro allenamento quotidiano che finisce alle 15.30. Giusto il tempo di uscire e attaccano con le lezioni, dalle 16 alle 21.30, avendo liberi solo il sabato e la domenica.
Sacrifici che accettano volentieri, come ha spiegato Francesco: “Vado a casa soltanto per Natale e d’estate. All’inizio, quando ero più piccolo, è stato difficile ma ora mi sono abituato. La mia vita milanese in realtà non esiste quasi: un giro in Duomo con gli amici, tutti compagni di Accademia, il sabato pomeriggio e il pranzo della domenica da un’amica di mamma. Il resto a studiare, perché durante la settimana non c’è mai tempo”.
Ad entrambi sono arrivati anche i complimenti del preside del Manzoni, Giuseppe Polistena: “Loro sono bravissimi, qui e alla Scala. Quando mi invitano a teatro vederli in scena ogni volta per noi insegnanti è una grande emozione”. Lodi confermate anche dal direttore dell’Accademia, Luisa Vinci: “Sono ragazzi speciali, non soltanto talentuosi, forti e maturi. Arrivano che sono poco più che bambini e noi chiediamo loro tantissimo. Sanno di aver davanti un percorso lungo e faticoso per una carriera breve, con tutte le incertezze di oggi legate alla crisi, con le compagnie che chiudono e i contratti che, anche questo loro lo sanno, li troveranno più facilmente all’estero”. Intanto però per ora stanno a Milano, come Francesco che ha lasciato la sua Calabria per coltivare un sogno.
Vai al contenuto




