Ci sono due uomini che in questo momento storico a Cosenza non sono popolari. E sono il sindaco della città di Cosenza Franz Caruso e il presidente del Cosenza Calcio Eugenio Guarascio. Non sono popolari perché si sono resi impopolari con due gesti che hanno toccato le corde dei cittadini. Ma quelle sbagliate.

Perché ci sono argomenti delicatissimi e cadere su questi non è così facile. Bisogna applicarsi tanto. Per quanto riguarda il sindaco la mossa dello spostamento della statua di Giacomo Mancini in un altro luogo ha scatenato il putiferio. Non solo da parte della famiglia Mancini e della sua Fondazione, ma tra i tanti cosentini che hanno amato senza discussione il leone socialista.
Mentre il presidente Guarascio, che già non godeva della simpatia dei tifosi, con la mossa di portare le curve a 30 euro in occasione del derby con Il Catanzaro ha aperto definitivamente un cratere profondo con una tifoseria che è definitivamente sbottata. Poi quel prezzo è stato abbassato, ma ormai era stata fatta la frittata. Giacomo Mancini e il Catanzaro. Politica e calcio. Muovono gli animi e le passioni. Sono passioni di quelle intense, difficili da placare.
Ed ecco che con due mosse sbagliate è arrivata l’impopolarità per due uomini che ricoprono ruoli delicati in una città non facile da gestire. Essere sindaco di Cosenza e presidente della squadra di calcio già “al pronti via” significa ricevere, come minimo al giorno, un bel “vaffa”. Si ha molto da perdere e poco da guadagnare. E poi se sbagli qualcosa che sta al cuore ai cittadini e ai tifosi tutto diventa più complicato perché i social amplificano il gesto.
Ed è lì che ci si rende conto che delle volte sono delle persone sole. Possibile che gli staff del sindaco e del presidente non conoscano la città, gli umori e i sentimenti? E’ una domanda che vorremmo porre ai due. Perché per essere popolari ci vuole un attimo, ma ad essere impopolari ci vuole molto di meno.
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