Così il giudice sportivo nel referto dopo Cosenza – Monopoli: “condotta irriguardosa nei confronti della quaterna arbitrale”.
Questa mattina ci siamo svegliati con una notizia molto originale. Riguarda il Cosenza calcio e in particolar modo una sanzione del Giudice Sportivo al dirigente organizzativo fermato fino al 27 gennaio 2026 per una “condotta irriguardosa nei confronti della quaterna arbitrale”.
Di cosa stiamo parlando esattamente?
Il dirigente organizzativo del Cosenza calcio “ha introdotto nei locali spogliatoi riservati agli ufficiali di gara alcuni cartoni contenenti residui di cibo, senza alcuna preventiva richiesta della squadra arbitrale”.
La traduzione è semplice: io arbitro non pretendo niente da te società, ma se proprio mi devi portare qualcosa da mangiare, non mi fare vedere che è una roba “consumata”. Apriti cielo.
I social esplodono e oggi la parola “residui di cibo” già domina incontrastata. Che poi i “residui di cibo” in cosa consistevano? Potevano essere “cuddrurieddri muzzicati” o fette di “ panettone” dalla vigilia di Natale?
A parte gli scherzi, di certo è una sanzione, forse unica nel suo genere, ma che chiaramente scoperchia la mancanza di cura del dettaglio di questa società. Non bastano gli stipendi pagati ai giocatori, non bastano i contratti o il calcio mercato, bisogna prendere atto che “fare calcio” significa soprattutto essere professionisti in tutto e per tutto.
Il “campare alla giornata” purtroppo ha definitivamente “mandato a puttane” il rapporto con chi ama questi colori. La sofferenza del tifoso nel non entrare all’interno dello stadio nelle partite casalinghe è enorme. Una sorte di dramma sportivo senza fine.
La società non si aiuta, il presidente nemmeno, in questo 2026 bisogna prendere atto dei limiti di questa società e magari pensare seriamente ad un passo indietro. La richiesta è arrivata da parte di tutti, manca giusto un messaggio di Mattarella e il gioco è fatto.
Qual è la seconda soluzione?
Il presidente Guarascio deve investire certo ma deve stare anche più attento a ciò che accade attorno alla società confidando in professionalità adeguate alle specifiche mansioni.
Perché poi i “residui del cibo” non sono stati altro che cornicioni di pizza in un cartone portato agli arbitri, ma chi doveva accertarsi che all’interno di quel cartone c’era la pizza intera non l’ha fatto.
Quindi bisogna prestare attenzione non soltanto ai calciatori che ampiamente stanno dimostrando la loro professionalità, ma anche a chi deve gestire questi piccoli dettagli che fanno grande o piccola una società di calcio.
E’ tutto molto complicato anche per noi cronisti raccontare storie del genere. Siamo arrivati alla frutta o al dolce. Fate voi…

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