Il giorno e’ il 4 maggio. L’anno e’ il 2025. Giorno, mese e anno saranno ricordati come un pugno nello stomaco dai tifosi del Cosenza che oggi restano senza respiro. Con la sconfitta per 2-1 contro il Sudtirol il Cosenza calcio retrocede in serie C.
Lo dice la matematica, lo sentenzia il terreno di gioco. E non ci sono speranze di tribunali, ricorsi o altre carte per riavere quei maledetti 4 punti levati. Il Cosenza retrocede in C per tanti errori da parte di un presidente che si e’ chiuso in un silenzio assordante. Non è mai riuscito ad aprirsi ad un pubblico che proprio per questa sua totale “mancanza di amore” verso i colori rossoblù lo ha abbandonato.

E nell’ultima partita casalinga contro il Bari vedere quel vuoto nelle due curve è stato il segno definitivo di una resa ad un rapporto troppo logorato nel tempo. Una retrocessione dopo sette campionati giocati in serie B. E sono tanti sette anni per non poterli metterli a frutto in un modo adeguato. Non c’è’ stato un anno che il Cosenza calcio sia ripartito da un progetto basato sulla continuità. Sempre punto e d’accapo. E quando si moltiplicano gli errori ,anno dopo anno, e arrivi sempre a salvarti per il rotto della cuffia e’ normale che la sentenza definitiva arriva senza darti scampo. E oggi retrocediamo senza conoscere nemmeno il futuro di questa società.
E le domande sono tante fin da domani mattina: ci sarà la possibilità di una iscrizione al campionato di serie C senza problemi? La trattativa per la cessione del Cosenza riprenderà? Guarascio finalmente farà una conferenza stampa cercando almeno di spiegare le sue ragioni e perché siamo arrivati ad una fine cosi “ drammatica” sportivamente parlando?
La tifoseria del Cosenza,con orgoglio, anche a Bolzano e’ stata vicino all maglia. Una tifoseria che merita fin dal prossimo anno, un campionato con una programmazione seria e un obiettivo dichiarato che e’ quello di un immediato ritorno in B. Ma oggi la città di Cosenza e’ in lutto. Perché non e’ sceso solo Guarascio, ma purtroppo siamo scesi tutti noi. Compresi i giornalisti che racconteranno altre partite con palloni alla viva il parroco e terreni di gioco spellacchiati.
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