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Fuori campo, la Befana amara per il Cosenza Calcio

Fuori campo, la Befana amara per il Cosenza Calcio

Ieri sera sconfitta casalinga contro il Monopoli. E in tribuna A non molla nessuno perché e’ difficile restare fuori dal campo.

Una vigilia della Befana da dimenticare per il Cosenza calcio. Il Monopoli si conferma una bestia nera e dopo una gara equilibrata piazza un uno due che manda al tappeto i padroni di casa.

Fin qui la fredda cronaca, ma il nostro “ fuori campo” non scrive niente di freddo, ma cerca di raccontare quello che magari il tifoso non riesce a vedere. Con una camminata veloce, forse anche un poco troppo veloce, arrivo dalle piscine di Campagnano allo stadio a piedi. Solo. Incredibilmente da solo dalle 20 alle 20.10 con una strada chiusa al traffico circondato da macchine della polizia e di quelle dei vigili. Forse anche troppe per quasi dieci tifosi venuti da Monopoli. Non salgo in tribuna stampa ma preferisco raccontare la partita dalla tribuna A. Una tribuna bella piena. Qui tutti hanno pagato 16 euro “ senza se e senza ma…”.

Chi e’ dentro lo stadio rispetta la protesta contro Guarascio, ma preferisce soffrire in una tribuna tutta passione. Come e’ grande la passione di Maria Grandinetti che con le sue due amiche del cuore si lascia fotografe nell’intervallo di una gara sofferta “ questa e’ la terza partita che mi vedo contro il Monopoli. Ho iniziato questa estate con la coppa Italia.

Naturalmente non mi perdo una trasferta, ma in casa io ci sarò sempre perché non riesco a stare lontano dal mio Cosenza”. Una dichiarazione d’amore di quelle che fanno bene al cuore, ma non c’è’ solo Maria, in quella tribuna ci sono tanti bambini che entrano con il biglietto “ dei lupacchiotti” che sono attenti anche al risultato del Benevento che gioca in casa contro il Crotone. E ci sono stati momenti di grande euforia sopratutto quando arriva la notizia del vantaggio del Crotone a Benevento.

Sembrava una serata perfetta. Di quelle storiche, ma nel silenzio del Marulla poi si crolla. Perché non e’ facile reggere un ambiente così sfiduciato. In questo momento i giocatori del Cosenza sono degli equilibristi che camminano ad un passo dal burrone.

Ogni partita e’ così, anche perché basta una sconfitta come quella di ieri sera che il pessimismo aumenta. Eppure ad un certo punto della serata bastava un niente per portarci a ridosso della prima in classifica, ma niente e’ una stagione che va avanti così a strappi.

Di certo dentro al campo questi giocatori molleranno soltanto alla fine del campionato. Con il grido dello stadio e senza il grido dello stadio ed e’ commovente vedere il loro impegno, la loro abnegazione, il loro coraggio nel cercare sempre la vittoria.

Poi si può perdere, ma di certo si lotterà fino alla fine per il ritorno in una categoria che merita la città e la provincia.

Guarascio? Ci vorrebbe un miracolo per far pace con una tifoseria che resta fuori lo stadio con le “ bandiere e gli striscioni”.

La loro coerenza e’ indubbiamente da sottolineare, ma a questo punto della stagione con una squadra che non si e’ smantellata perché non tentare di rientrare dentro lo stadio e gridare soltanto per quella maglia? Cosenza post ci prova sempre a lanciare questo messaggio. Non si sa mai….

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