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Fuori dal programma di protezione Michele Iannello, l’omicida di Nicholas Green

Michele Iannello, 47 anni, condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio di Nicholas Green, il bambino statunitense di 7 anni morto nel ’94 sull’autostrada SA-RC, non è più nel programma di protezione

Nicholas Green morì in un tentativo di rapina, il primo di ottobre del 1994, dopo essere stata ferito il 29 settembre mentre viaggiava con con i genitori Reginald e Margaret e la sorellina Eleanor, di 5 anni diretti in Sicilia, ed oggi il suo assassino Michele Iannello non è più nel programma di protezione

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Quel 29 di settembre, l’auto sulla quale viaggiava Nicholas Green e la sua famiglia, divenne oggetto l’attacco compiuto da rapinatori che la scambiarono per l’auto di un portavalori di gioielli di cui era previsto il passaggio quella stessa sera sull’A3.

Per fermare il veicolo, i malviventi Michele Iannello e Francesco Mesiano, aprirono il fuoco con una pistola calibro 9, sparando contro il lunotto posteriore. Nicholas venne raggiunto da una pallottola alla testa, che l’uccise. Michele Iannello, insieme al suo compaesano, Francesco Mesiano, venne incriminato di quel delitto. In primo grado fu assolto dalla corte d’assise di Catanzaro, ma in seconda istanza il verdetto venne ribaltato e i giudici gli inflissero l’ergastolo, mentre Mesiano fu condannato a vent’anni di carcere, La sentenza divenne definitiva, nell’aprile del 1999.

Iannello, dopo la condanna, decise di collaborare con la giustizia, nel 1995, confessando vari delitti, rendendo dichiarazioni sulle più potenti famiglie mafiose del vibonese e della piana di Gioia Tauro, ma professandosi sempre innocente riguardo al delitto del bambino americano, chiedendo la revisione del processo e accusando suo fratello dell’omicidio del piccolo statunitense che era in vacanza in Italia con la famiglia, ma le sue rivelazioni non hanno tuttavia sortito, in questa direzione, alcun effetto processuale.

Oggi Michele Iannello, non è più nel programma di protezione.

 

 

 

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